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IL NUOVO PIANO ENERGETICO FA FUORI LA RENDE SERVIZI?

Il sospetto o, meglio sarebbe dire, l’accusa è che il nuovo Piano energetico, all’interno del Piano industriale del Comune di Rende, abbia mietuto una vittima eccellente ovvero la Rende servizi, la società in house del municipio,il cui Piano è incentrato e quasi modellato ad hoc. Almeno così sembrava.  Ad avanzare tale ipotesi è ancora una volta il partito di Gentile in Calabria, Alternativa popolare. I coordinamento di Ap d’oltre Campagnano, che da mesi è passato all’opposizione di Manna, spiega che il nocciolo della questione è legato all’illuminazione pubblica. Il Piano industriale approvato nel Consiglio comunale che comprende, come detto il piano energetico prevede, nella sua essenza, la gestione degli impianti di pubblica illuminazione per consentire alla società di diventare Esco. Una sorta di classificazione attraverso cui formarsi e poter gestire, oltre la manutenzione. Proprio  la gestione degli impianti, e dunque l’acquisto e la vendita di energia elettrica nonché i risparmi derivanti dall’efficientamento, avrebbe permesso alla società di riconoscere ore aggiuntive ai lavoratori e andare verso una stabilizzazione degli stessi. Questi gli obiettivi degli amministratori e le loro proposte pubbliche.  Dopo il passaggio in Consiglio però alla società viene affidata la sola manutenzione ordinaria, <<stralciando – per Ap – tutto il percorso di efficientamento  ed eliminando di fatto l’unico strumento per poter dare risposte ai lavoratori>>.  Niente più quindi la gestione. Al momento l’ente si sta occupando di censire nuovamente i punti luce tramite affidamento a terzi per poi procedere – almeno così sembra – all’efficientamento in proprio senza quindi far lavorare maggiormente i lavoratori della Rende servizi. <<La domanda che ci si pone è perché sia stato rifatto il censimento e

d affidato a terzi>>, dicono oggi quelli di Ap. Per loro non si doveva <<sbandierare in Consiglio comunale la volontà politica di qualificare maggiormente i dipendenti della Rende servizi trasformandola in Esco per poi invece affidare la sola manutenzione dell’illuminazione pubblica. Quali risposte si possono dare ai lavoratori adesso? Hanno promesso loro stabilizzazione e si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Non si gioca sul loro lavoro per favorire altri>>, dicono. Ma cosa vogliono evidenziare i consiglieri? Lasciano pensare che probabilmente saranno altri ad occuparsi della pubblica illuminazione in città, quindi della gestione.  <<Il solito studio di ingegneria specializzato in fotovoltaico Commenda che fa incetta di affidamenti e servizi? Speriamo di sbagliarci ma se questo fosse la città intera, non solo i lavoratori coinvolti, dovrebbe indignarsi e voltare le spalle a questa amministrazione senza alcun progetto di sviluppo concreto. Su questo argomento andremo fino in fondo, sia chiaro. E renderemo noto, nei prossimi giorni, se sarà un delitto perfetto per la Rende servizi, chi i mandanti e chi gli esecutori politici. Chi si vuole agevolare? In quel Consiglio votammo a favore gli emendamenti perché ritenevamo potessero essere d’aiuto ai lavoratori, ora non è così>>.