Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è una verità assoluta: tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è. Ed è così che nonostante l’Asp di Cosenza sia stata più volte nel mirino di magistratura e politica, ancora versa in una situazione di paradossale “confusione”, tanto per utilizzare un eufemismo.
Ciò che è accaduto ieri all’Azienda Sanitaria bruzia è assolutamente assurdo. Molti centri del cosentino non sono riusciti ad effettuare le vaccinazioni agli over 80 perchè rimasti senza disponibilità di fiale. Ma i numeri non tornano!
Ci sono circa 80mila dosi di vaccini conservati nei frigoriferi delle aziende ospedaliere calabresi pronte per essere somministrate, ma quella di Cosenza è rimasta a secco. Le fiale Pfizer sono finite, quelle di Moderna stanno per terminare e restano solo quelle di Astrazeneca destinate però ad essere somministrate alle forze dell’ordine. Dunque, un solo dato rimane certo: a Cosenza si continua ad annaspare, aggiudicandosi sempre il titolo di “pecora nera” della regione.
Ogni martedì, l’Asp di Cosenza riceve dalla Regione cinque ‘pizzabox’ di vaccini Pfizer da 195 fiale l’uno. “Stiamo procedendo spediti – ha spiegato il direttore del Dipartimento Igiene e Prevenzione dell’Asp, Mario Marino – ma siamo costretti a fermarci perché le dosi sono tutte terminate. Per questo motivo è necessario immediatamente integrare e far sì che arrivino al più presto nuove dosi di vaccino. Tra l’altro la scorsa settimana, rispetto alla fornitura prevista di cinque vassoi, ne sono arrivati solo tre”.
Insomma, la campagna di vaccinazioni specie in provincia di Cosenza presenta ancora una volta tantissime lacune!



