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Covid: in arrivo anche in Calabria il vaccino Novavax

Se n’è parlato tanto, ora finalmente l’Italia è pronta a partire: il vaccino Novavax, che con la sua tecnologia legata al vecchio modello delle proteine ricombinanti piace agli scettici e ai no-vax rispetto ai vaccini con tecnologia a Mrna, sarà disponibile già per la fine di questa settimana. A partire con le prime prenotazioni due regioni, il Piemonte (da domani) ed il Lazio (da giovedì, 24 febbraio), ma dai primi di marzo arriveranno altre due milioni di dosi che verranno distribuite in tutto il Paese e naturalmente anche in Calabria.

“Per la fine di questa settimana arriverà il vaccino Novavax: ne riceveremo poco più di un milione di dosi che saranno subito distribuite a tutte le regioni e province autonome”. Ad affermarlo il commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, oggi a Firenze, al termine della visita all’ospedale pediatrico Meyer. “Poi arriveranno ancora un altro paio di milioni di dosi nel mese di marzo. Per cui ci sarà possibilità anche di utilizzo di questo ulteriore vaccino”, ha aggiunto.

Da sottolineare che il vaccino Novavax ha bisogno di un percorso diverso rispetto agli altri vaccini perché non è concessa la vaccinazione eterologa, quindi chi comincia con Novavax deve finire con Novavax mentre chi ha iniziato con Pfizer e Moderna non può finire con Novavax. Sarà possibile, inoltre, prenotare il vaccino Novavax prima e seconda dose a distanza di 3 settimane.

La speranza delle autorità scientifiche è che questo nuovo prodotto possa convincere molti scettici della vaccinazione, se non addirittura convincere un buon numero di no vax. Nuvaxovid si basa, infatti, sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata da decenni per altri vaccini, come quello già in uso contro l’epatite B e il papilloma virus. Nulla a che fare dunque con la tecnologia mRna invisa in alcuni ambienti.

I due studi principali sono stati condotti negli Usa e in Gran Bretagna. Presi insieme, i risultati dei due studi mostrano un’efficacia del vaccino per Nuvaxovid di circa il 90%. Il ceppo originale di SARS-CoV-2 e alcune varianti preoccupanti come Alpha e Beta erano i ceppi virali più comuni in circolazione quando gli studi erano in corso. Riguardo alla nuova variante Omicron i dati disponibili sull’efficacia del nuovo vaccino proteico sono limitati.