L’arte culinaria calabrese ha conquistato il ‘New York Times’ che annovera tra le mete imperdibili proprio la nostra regione. Secondo il quotidiano statunitense, “alcuni dei piatti migliori in Italia non si trovano a Roma o in Toscana, ma in Calabria”.
Il New York Times sottolinea come i sapori tipici della punta dello stivale italiano si stiano imponendo nel settore enogastronomico mondiale
La Calabria entra a pieno titolo tra le mete da visitare per le eccellenze agroalimentari tipiche della terra dei due mari, in primis il bergamotto e la ‘nduja, il piccantissimo salame spalmabile famoso in tutto il mondo.
Ad aver conquistato i critici del NYT è stata soprattutto l’attenzione all’agricoltura biologica e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, che caratterizzano la cultura enogastronomica di questa regione. Quella calabrese è una cucina povera, che ha origine nel mondo contadino e ama esaltare e preservare i profumi e i sapori della terra e del mare.
Tra le ricette di questa antica tradizione culinaria, incoronata tra le migliori d’Italia la Lagane e ciciari ara cusentina.
Tagliatelle tipiche della provincia di Cosenza, sono impastate solo con acqua e farina. Una volta bollite in acqua salata, vengono condite con un soffritto di olio, aglio, peperoncino e ceci, lessati a parte.
Ed ancora le Frittole e curcuci
Un piatto tipico della città di Reggio Calabria, realizzato con le costine e le parti meno nobili del maiale (come collo, guancia, rognoni, muso, lingua, orecchie, pancia), messe a bollire a fuoco lento per almeno 6 ore in capienti pentole di rame, foderate di cotenna. I piccoli pezzi di carne rimasti sul fondo della pentola, insieme alla sugna e alla cotenna solidificate, vengono recuperati e prendono il nome di “curcuci”, che possono essere conservati e utilizzati per insaporire altri piatti, come ad esempio la polenta con i broccoli.
E per la sezione dedicata ai dolci non potevano mancare gli squisiti Mostaccioli calabresi.
Tipici delle sagre e delle feste popolari, i mostaccioli sono dolci originari di Soriano Calabro. Si tratta di biscotti non lievitati, a base di farina, miele e mosto di vino, realizzati nelle forme più svariate, principalmente antropomorfe e zoomorfe.



