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Settembre rendese alle porte, arrivano le critiche di Attiva Rende

Il settembre rendese rappresenta plasticamente la mancanza di idee da parte dell’amministrazione Manna. La manifestazione d’interesse pubblicata la scorsa settimana sul sito del Comune, si vorrebbe far passare per un coinvolgimento delle associazioni nella progettazione del cartellone, ma la progettazione si fa con i tempi giusti (il bando scade domani, solo otto giorni di tempo), con l’individuazione di un tema, con la discussione delle proposte, con la cooperazione di tutti i soggetti interessati alla realizzazione delle proposte migliori. La verità è che il Comune non ha idea di cosa fare, e ogni anno raccoglie tutte le proposte che arrivano, includendo anche iniziative di dubbia qualità culturale.

Da parte delle associazioni non si capisce il vantaggio a partecipare: bisogna offrire le proprie idee gratuitamente, anzi accollandosi le spese di un eventuale piano sicurezza (circolare Gabrielli), mentre l’amministrazione e il direttore artistico si riservano di chiamare gli artisti nazionali e internazionali. Sì, perché il Settembre rendese rientra comunque nei progetti triennali finanziati dalla Regione Calabria (quanti soldi?).

E’ sbagliata la pretesa di un festival (che non è un festival) della durata di un mese, un’estate in città fuori stagione. D’altronde non è un caso se questo evento non ha più alcuna rilevanza fuori dall’area urbana, non rientra nei circuiti nazionali dei festival né riesce ad attivare reali flussi turistico-culturali.

Anche quest’anno il centro storico sarà preso d’assalto per una serata: in una location adatta ad eventi di piccole dimensioni, compatibili e sostenibili, si organizzano grandi eventi che portano  all’invasione momentanea del borgo senza alcuna ricaduta reale sullo sviluppo turistico culturale.