Reddito di cittadinanza e calo delle nascite, Calabria presto spopolata

22

Sempre meno figli in Calabria e gran parte di questi, raggiunta la maggiore età, decide di andare fuori. È il ritratto demografico della Calabria di oggi, con una proiezione per i prossimi anni che mostra l’immagine di una regione invecchiata, con una base demografica che ha subito forti oscillazioni negative nel numero delle nascite dagli anni Settanta in poi.

Secondo le previsioni Istat, entro il 2065 la popolazione residente in Calabria diminuirà notevolmente, con una dinamica territoriale che penalizzerà sempre di più la regione, dove ad andarsene saranno soprattutto i giovani in età da lavoro.

Dovendo tracciare un quadro generale è evidente che il calo delle nascite ed adesso anche l’introduzione del reddito di cittadinanza rischiano di essere una miscela esplosiva per il futuro della nostra regione.

Sul piano occupazionale, il reddito di cittadinanza ha avuto un impatto nullo. Non solo: «invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro».

Sono questi alcuni elementi che emergono dal Rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno, presentato il 4 novembre, a Roma, proprio nelle ore in cui la manovra inizia al Senato il suo percorso parlamentare. Nelle ultime ore il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ha rivendicato le misure per il Mezzogiorno.

Uno degli obiettivi, ha spiegato, è far partire le zone economiche speciali per attrarre gli investimenti, anche facendo intervenire un Commissario. Quanto al reddito di cittadinanza, il presidente del Consiglio, intervenuto alla presentazione del rapporto, ha affermato: «Non va valutato in un lasso temporale così breve. Direi che va valutato in un periodo molto più lungo».