Cosenza: in consiglio comunale il balzello delle tasse

27

Il Consiglio comunale, presieduto da Pierluigi Caputo, ha approvato la deliberazione delle aliquote e tasse locali, ai sensi dell’art. 251 del D.lg.vo 267/2000 che stabilisce che nella prima riunione del Consiglio successiva alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni dalla data di esecutività della delibera, lo stesso Consiglio comunale è tenuto a deliberare per le imposte e tasse locali di spettanza dell’ente dissestato, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita, nonché i limiti reddituali, agli effetti dell’applicazione dell’imposta comunale per l’esercizio di imprese, arti e professioni, che determinano gli importi massimi del tributo dovuto.

Il punto è passato con 17 voti a favore, compreso quello del Sindaco Mario Occhiuto e 6 voti contrari. 

La massima assemblea cittadina ha successivamente approvato anche una variazione al bilancio di previsione 2019, finalizzata a richiedere al Tesoriere comunale l’attivazione di una anticipazione di cassa complessiva, per l’esercizio finanziario 2019. La richiesta di anticipazione di cassa è stata formalizzata, subito dopo il Consiglio, dalla Giunta comunale. La variazione di bilancio è passata con 17 voti a favore, compreso quello del Sindaco Occhiuto, e 6 astensioni. A questo proposito la minoranza aveva espressamente chiesto assicurazioni circa la destinazione delle risorse richieste con l’anticipazione al tesoriere comunale al pagamento delle spettanze stipendiali dei dipendenti comunali, delle Cooperative  e dei dipendenti di Ecologia Oggi, aspetti questi già contenuti nella delibera di giunta adottata subito dopo il Consiglio che vincola per l’appunto l’utilizzo della anticipazione di tesoreria  

esclusivamente alle spese obbligatorie per legge e, tra esse, al pagamento degli stipendi e alla remunerazione dei servizi locali indispensabili.

Sulla deliberazione delle aliquote delle imposte e tasse locali, la seduta del Consiglio ha fatto registrare l’intervento del Sindaco Mario Occhiuto.

“La delibera in approvazione – ha sottolineato il primo cittadino – rientra tra gli atti previsti nella procedura di dissesto. Si tratta di un atto che, prevedendo l’obbligo di aumentare al massimo i tributi comunali, avrebbe determinato conseguenze pesantissime per i cittadini. Il Comune di Cosenza, trovandosi già in predissesto, non determinerà alcun sostanziale aumento in materia tributaria essendo le aliquote già stabilite nella massima misura sin dall’anno 2010. Com’è noto – ha aggiunto Occhiuto – gli sforzi compiuti attraverso un piano di riequilibrio pluriennale non sono stati reputati idonei per il miglioramento dei conti comunali il cui stato di dissesto, è bene chiarirlo per l’ennesima volta, fu già certificato dalla deliberazione della Corte dei Conti n.97 del 2012 a seguito dell’esame del conto consuntivo del 2010. Il predissesto rappresenta nella sostanza una forma diversa di una situazione di conclamata deficitarietà. La scelta di aderire a questa possibilità, introdotta nel 2012, ci ha permesso di stabilizzare alcuni servizi essenziali per la comunità come quelli delle Cooperative di tipo B che da anni prestavano la loro attività attraverso affidamenti diretti non previsti dalla norma. Un risultato importante che ha determinato la riduzione degli effetti del dissesto –  ha chiarito ancora il Sindaco – è rappresentato anche dall’abbattimento dei debiti verso i fornitori. I rendiconti di bilancio evidenziano come i residui passivi (ossia i debiti) siano passati dai 376 milioni del 2011 ai 123 milioni del 2018 anche grazie all’utilizzo dei finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti. L’intera mole debitoria, come ho già avuto modo di illustrare nei giorni scorsi – ha proseguito Occhiuto – ha registrato una riduzione, nonostante i pesanti tagli dei trasferimenti e nonostante i debiti fuori bilancio prodotto in anni antecedenti il 2011. E’ quindi importante rimarcare che la situazione di dissesto, essendo stata anticipata dal predissesto, non determinerà alcuna conseguenza per i cittadini non solo in termini di aumento delle aliquote tributarie, ma soprattutto rispetto alle azioni portate avanti in questi anni nel campo del welfare e dell’emergenza abitativa. Il dissesto – ha detto ancora il rpimo cittadino nel suo intervento – prevede esclusivamente la gestione straordinaria delle passività al 31.12, non influendo sulla gestione ordinaria dell’Ente che dovrà comunque continuare nella riduzione della spesa e nel miglioramento delle riscossioni in un’ottica di miglioramento generale dei conti.

Le uniche situazioni di difficoltà si registrano proprio nella fase transitoria tra la dichiarazione di dissesto e l’approvazione del nuovo bilancio. Difficoltà – ha puntualizzato il Sindaco – alle quali stiamo facendo fronte grazie all’impegno della giunta e dell’intera macchina comunale. Nei prossimi giorni daremo avvio alla elaborazione del bilancio 2010 con il preciso obiettivo di mantenere intatte le agevolazioni tributarie per i meno abbienti e le spese destinate al welfare”.

Subito dopo l’intervento del Sindaco si è aperto il dibattito. 

Il consigliere comunale Damiano Covelli ha sintetizzato la sua idea sul dissesto in tre punti: “più tasse, più debiti e meno servizi. Questo – ha detto –  è l’equivalente del dissesto o il fallimento della gestione amministrativa e contabile di questa Amministrazione. Si era detto – ha aggiunto Covelli – che non ci sarebbe stato alcun aumento delle aliquote e invece la pratica che viene discussa vota l’aumento dell’IMU e l’aumento della TASI. Un salasso che arriva allo 0,25 che, negli anni passati era allo 0,1. L’Amministrazione comunale è stata disattenta e ha prestato pochissima attenzione alle casse comunali. La Corte dei conti ha certificato che al consuntivo 2012,  la cifra del debito era di quasi 115 milioni. Oggi si è raggiunta la cifra di circa 350 milioni. E ancora in Comune si accumulano altri debiti. Tant’è che il Sindaco ha omesso che la seconda pratica di cui stiamo discutendo equivale a chiedere ulteriori soldi alla banca. Nelle casse – ha aggiunto Covelli -non c’è un centesimo, è stato grattato tutto il barile. La minoranza avrebbe voluto mandarla a casa – ha continuato Covelli rivolgendosi al Sindaco – La nostra assenza dall’ultimo consiglio era per far mancare il numero legale. Chi si è presentato in consiglio non decretandone lo scioglimento avrà avuto le sue buone ragioni. Noi vogliamo orientarci bene sul nostro voto, ma vogliamo sapere se le risorse verranno utilizzate per il pagamento dei dipendenti, delle cooperative e delle maestranze che lavorano al Comune”.

In replica al consigliere Covelli è poi intervenuto il Consigliere comunale Piercarlo Chiappetta. “Mi complimento con i consiglieri di opposizione – ha esordito Chiappetta – perché hanno riacquistato il ruolo smarrito. Vorrei ricordare che questa assise è l’unico luogo deputato dove si svolge il lavoro del consigliere comunale. E’ qui che si concretizzano i pensieri e i programmi attraverso il nostro voto democratico. In questi due mesi di assenza, totale, dei consiglieri comunali di opposizione, li ho potuti seguire in due o tre conferenze stampa, organizzate da tre o quattro consiglieri e presiedute dal consigliere Guccione che avrò avuto modo di vedere nei banchi di questa assemblea non più di due o tre volte, forse questa è la quarta. Faccio fatica a capire – ha aggiunto Chiappetta rivolgendosi a Covelli – se lei ha contezza del lavoro svolto in questi anni in Consiglio. Ho letto falsità e cose infondate che denotano una mancanza di amore verso il nostro e il vostro territorio. Ma la vostra è stata una strategia ben precisa volta a far  mancare il contraddittorio. Pensavo che in un momento così difficile per la città, con un dissesto decretato dalla Corte dei Conti, se non fossimo a ridosso delle elezioni regionali, i consiglieri di opposizione avessero fatto quadrato e dato il loro contributo. Non dobbiamo raccontare bugie alla città. Non abbiamo utilizzato nulla del bilancio ordinario. Non possiamo consentire che alcune persone parlino di distrazione di risorse. Ora dobbiamo richiedere un’ulteriore anticipazione di cassa per pagare le spettanze ai dipendenti comunali e delle cooperative e per remunerare i servizi locali indispensabili. Se veramente volete bene alla città votate in maniera favorevole e responsabile”.

Al consigliere Chiappetta ha replicato a sua volta la consigliera Bianca Rende.

“Cosenza conosce per la prima volta la gogna del dissesto. Il debito risulta triplicato rispetto al 2011. Le contestazioni e le osservazioni dei revisori dei conti sono state da noi riprese evidenziando l’incapacità dell’Amministrazione di dar seguito con correttezza al piano di rientro. Non siamo stati in grado di adempiere le scadenze e di contro c’è stato un continuo ricorso all’indebitamento. Improduttivo si è rivelato l’affidamento delle riscossioni a Municipia. Una spesa inutile – dice Bianca Rende – visto che  non siamo stati aiutati a riscuotere le tasse e a vendere gli immobili. Se oggi la triplicazione del debito fosse dovuta al welfare o alla messa in sicurezza nel centro storico o al recupero delle periferie, forse anche noi approveremmo questi debiti”. 

Subito dopo è intervenuto nuovamente il Sindaco Mario Occhiuto per la replica. 

“I debiti c’erano – ha detto il Sindaco -ma non i 114 milioni di cui parla Covelli, sono più di 300 milioni. Abbiamo trovato debiti in misura maggiore di quelli che ci sono adesso. Quando siamo arrivati al Comune c’erano 33 dirigenti – nemmeno al Comune di Milano ci sono – ed oggi ne abbiamo solo nove.

La tassazione era già alta dal 2010; oggi aumentiamo l’IMU al 10,60”. E mostra le delibere di tutti le città capoluogo della regione: “tutti sono già al 10,60. Noi la portiamo dal 10,40 al 10,60 dopo otto anni.

Nel 2011 quasi quotidianamente al Comune c’erano atti di intemperanza e disordini, rompevano tutte le porte. I primi mesi eravamo invasi. In otto anni abbiamo parlato regolarmente tutti e per quanto riguarda le Cooperative abbiamo aumentato il loro contratto di un milione e mezzo.  Nonostante i debiti che abbiamo trovato e il piano di riequilibrio, un’impresa impossibile, è indiscutibile che c’era una situazione debitoria pregressa. Nonostante tutto, però – ci ritroviamo ad aver patrimonializzato la città con 400 milioni di opere pubbliche che oggi hanno un valore enorme. La città non solo è diventata più ricca, ma è diventata, come reddito pro capite, la città più ricca della Calabria sulla scorta di dati pubblicati dal “Sole 24 Ore”.

Siamo stati indicati come un caso di scuola e da noi è aumentato il reddito medio.

Cosenza è l’unica città che ha mitigato gli effetti della crisi”. 

In sede di dichiarazioni di voto sono intervenuti i consiglieri Giovanni Cipparrone, Carlo Guccione e Gisberto Spadafora.

Sull’anticipazione di cassa Cipparrone ha chiesto espressamente di destinare le risorse da impegnare per i dipendenti, le ditte e le maestranze.

“Quando si interviene in Consiglio – ha sottolineato dal canto suo il consigliere Carlo Guccione – non si può farsi prendere dalla rabbia. Qui non stiamo decidendo le elezioni regionali. Ritengo che ognuno debba assumersi le sue responsabilità. Eravamo in predissesto e qualcuno ha fatto sì che si arrivasse al dissesto per non aver fatto ciò che ci chiedeva la Corte dei Conti. Pensavamo di andare alle elezioni anticipate e dare la parola ai cosentini. Sulla variazione di bilancio se c’è un impegno formale che certifichi che serve a pagare gli stipendi dei dipendenti, delle Cooperative  e dei lavoratori di Ecologia Oggi, noi siamo pronti a rivedere il voto che abbiamo dato in Commissione”.

“Le polemiche in alcune situazioni sono inutili – ha detto il consigliere Gisberto Spadafora. Bisogna offrire soluzioni e non limitarsi a criticare. Il ruolo del consigliere comunale è quello di non fermarsi e rimboccarsi le maniche”. E ha citato il Presidente del Censis Giuseppe De Rita che a Roma, davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, ha parlato di Cosenza come di una città del meridione che esce dalla mediocrità amministrativa. 

Si è poi passati alla trattazione accorpata dei temi riguardanti la sanità calabrese, approvando da subito, perché già discusso in commissione, il progetto di riorganizzazione dei servizi territoriali in campo sanitario nel Comune di Cosenza e nell’area urbana. E’ seguita un’articolata relazione della Presidente della Commissione sanità Maria Teresa De Marco sulla proposta di revoca del Decreto Sanità Calabria e sulla vicenda del luicenziamento degli OSS esternalizzati dell’Ospedale dell’Annunziata. La discussione che ne è scaturita e nel corso della quale è stata sviscerata anche la situazione nella quale versano i lavoratori della SEATT (che gestiscono il CUP dell’Ospedale) a rischio licenziamento, è stato approvato all’unanimità, su proposta della minoranza (ne ha dato lettura in aula il consigliere Damiano Covelli) un documento con il quale, prendendo atto del fallimento dell’istituto commissariale e del decreto speciale per la Calabria cui si è aggiunto un peggioramento delle condizioni complessive del servizio sanitario calabrese, è stata avanzata la richiesta al Ministro Speranza di abrogazione del decreto Calabria.

Il Consiglio comunale ha discusso anche della situazione dei tirocinanti ex percettori di mobilità in deroga (la relazione è stata svolta dal consigliere Andrea Falbo) e della questione relativa alla richiesta di canoni di locazione pregressi a famiglie abitanti in alloggi di proprietà comunale nel quartiere di San Vito Alto (la relazione è stata svolta dal consigliere Massimo Lo Gullo). Rinviata, invece, su richiesta della consigliera Bianca Rende, prima firmataria, la discussione sulla situazione di allarme sociale e insicurezza nella zona dell’Autostazione. Il rinvio è stato chiesto per dare al Sindaco, che nel frattempo si era dovuto allontanare dall’aula, di partecipare ad una discussione proficua e costruttiva.