La mostra di Bruno Canova approda a Cosenza

esposizione bruno canova cosenz
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di Federica Costabile

Nella città dei bruzi, presso gli spazi espositivi della Provincia di Cosenza (ex museo MAM) l’inaugurazione della mostra “1943” di Bruno Canova.

“Una mostra difficile da avere a Cosenza perché sono anni che gira diversi musei in Italia e all’estero. Quest’anno siamo riusciti a chiudere una serie di eventi in occasione del giorno della memoria che la rete fa nelle università, nelle scuole italiane e anche europee e quindi va a chiudere questo gruppo di manifestazioni”. A spiegarlo Alessandra Carelli, una delle curatrici insieme a Stefania Bosco, nonché responsabile per la rete universitaria del giorno della memoria.

La storia di Canova inizia quando viene internato come prigioniero politico in un lager tedesco nel 1944, a seguito del suo tentativo di riunire un gruppo di partigiani mentre si trovava a La spezia. Da quella esperienza uscirà vivo ma segnato profondamente nell’animo.

Le sue opere, che provengono tutte da Correggio e alcune anche dalla collezione privata del figlio Lorenzo (che è uno dei maggiori critici d’arte italiani), ci mettono di fronte a una realtà oggettiva dei fatti.

È un lavoro scientifico frutto di ricerche storiche, quello di Canova, che si serve di documenti veri dell’epoca (tra cui ritagli di giornale e manifesti) che media attraverso la sua arte.

Il suo peculiare linguaggio, che rielabora la sua formazione avanguardistica, diventa attestazione viva di quello che mai più deve accadere. Un impegno etico che l’artista porta avanti fino alla sua morte nel 2012.

Durante l’evento di presentazione è intervenuto tramite videomessaggio Lorenzo Canova, che ha ringraziato tutti i curatori e le persone intervenute. “Mi auguro che questa mostra possa avere valore di testimonianza”.

“1943”, che ha avuto anche l’appoggio istituzionale dei Comuni di Casali del Manco e Tarsia, può essere visitata fino al 18 febbraio.

 

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