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Calabria, Santelli presenta in Consiglio il rilancio della Regione

Regione al collasso sanitario

“Abbiamo ereditato una regione al collasso sanitario. Per far fronte alla pandemia abbiamo dotato gli hub di terapie intensive, ci siamo battuti per dotare il nostro sistema sanitario di ventilatori messi a disposizione dal governo centrale. Abbiamo realizzato un’App per monitorare i cittadini, avviare consulti medici e gestire le quarantene e abbiamo attivato le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano ricovero. Abbiamo sottoposto a tampone più di 60 mila persone ossia 1 test ogni 33 abitanti che rappresenta una delle medie più alte delle regioni meno colpite”.

Sanità e commissari

“Da più di 10 anni la sanità calabrese è commissariata. Responsabilmente abbiamo inteso evitare inutili e dannose contrapposizioni con i Commissari nella consapevolezza che rappresenta un obiettivo primario riacquisire autonomia nella gestione della nostra sanità”.

In questa direzione “dobbiamo raggiungere gli obiettivi nel medio periodo quali: ridurre le liste d’attesa, contenere la spesa farmaceutica, raggiungere le prestazioni sanitarie previste dal piano, potenziare la rete dell’emergenza-urgenza, valorizzare le eccellenze cliniche presenti sul territorio.

Dovremo recuperare le inadempienze nell’assistenza domiciliare ed ai disabili – ha spiegato il presidente – le cure per le patologie tumorali ed incrementare l’offerta di cure domiciliari, anche con la definizione di reti infermieristiche. Sarà decisiva l’azione di riordino e razionalizzazione della rete dell’assistenza tra Aziende ospedaliere,

Aziende sanitarie provinciali e assistenza fornita dai privati. Importante sarà poi aumentare le sinergie con i centri di ricerca presenti in regione, “ricreando così un legame di fiducia verso le strutture locali”. Il sistema assistenziale sarà incrementato anche attraverso il riordino e il potenziamento della rete dell’emergenza/urgenza.

Sulla riduzione della migrazione sanitaria, per la Santelli “occorre approfondire l’analisi specifica delle motivazioni che originano la migrazione sanitaria per proporre ed adottare i correttivi, in termini di maggiori dotazioni strutturali, tecnologiche e di personale. Il nostro obiettivo è l’innalzamento della qualità delle cure in Calabria, anche attraverso il riconoscimento delle eccellenze presenti, spesso penalizzate da una non corretta organizzazione e distribuzione delle risorse. Il programma di realizzazione dei nuovi ospedali, che registra ritardi enormi nell’avvio della fase realizzativa – ha concluso Santelli – sarà potenziato, ampliato ed affidato alla gestione di una specifica task force operativa”.

La nostra Regione ha un programma operativo che attiva unitariamente sia il Fondo di sviluppo regionale Fesr che il Fondo sociale Fse. Solamente tre Regioni in Italia hanno fatto questa scelta. Una scelta che avrebbe dovuto stimolare una integrazione tra obiettivi, una simultaneità di azioni nel solco sviluppo/lavoro o nell’assioma famiglia/mercato o, comunque, una definizione congiunta, nell’attuazione del programma, tra socialità e crescita. Così non appare, probabilmente così non è.

La nostra azione – ha aggiunto – deve guardare necessariamente al futuro, con l’avvio della nuova fase programmatoria 2021-2027 e una nuova governance per i fondi comunitari che dia un’anima alle nostre azioni. A riguardo, la proposta di regolamento della Commissione Com (2018)375 final sulla nuova programmazione, traccia la via da seguire. Nel documento vengono stabiliti i 5 obiettivi generali per la nuova Europa, cui le Regioni devono contribuire con le loro idee e i loro programmi.

Una Calabria, dunque, più intelligente: trasformazione economica innovativa e intelligente; più verde e a bassa emissione di carbonio; più connessa: mobilità e connettività regionale alle Tic (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ndr); più sociale attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali; più vicina ai cittadini: sviluppo sostenibile e integrato delle aree urbane, rurali e costiere mediante iniziative locali”.