Cambia l’identikit delle nuove persone contagiate dal coronavirus in Italia: si abbassa l’età media e sono meno gravi.
L’andamento della pandemia di coronavirus in Italia restituisce numeri più confortanti rispetto alle scorse settimane, anche se l’ultimo bollettino, purtroppo, ha dato in risalita contagi e vittime, ci si interroga anche sull’identikit dei nuovi contagiati dal Covid-19 in Italia. Il monitoraggio è effettuato di settimana in settimana all’Istituto Superiore di Sanità. A tal proposito Patrizio Pezzotti, esperto di Modelli matematici e Biostatistica ed epidemiologo che coordina i report, ha osservato una diminuzione dell’età media.
Queste le sue parole riportate dal ‘Corriere della Sera’: “Sono persone più giovani di quelle che vedevamo prima: 55 anni rispetto a 60 anni di media”.
Pezzotti dell’Iss ha chiarito: “È un quadro con meno ‘sotto diagnosi’. Per la maggiore capacità diagnostica di identificare casi lievi, la proporzione dei casi gravi è diminuita, ma non perché sia cambiata la malattia. I cluster familiari sono quelli che vediamo più facilmente perché identifichiamo e tamponiamo tutti i membri della famiglia. La Lombardia ha molti più focolai di questo tipo rispetto ad altre regioni. Poi, continuiamo a vedere casi tra gli operatori sanitari, ma non si tratta di un aumento delle infezioni, bensì di un maggiore controllo. Ci sono ancora focolai, infine, nelle case di cura”.
Sulle riaperture Pezzotti ha spiegato che “non ci sono evidenze per ora” di segnali preoccupanti. E ha aggiunto: “Siamo cauti, perché non avere segnali non vuol dire che non ci siano infezioni. Se ci fossero focolai tra i giovani, sarebbero casi asintomatici e se infettassero i loro cari lo sapremmo tra 2-3 settimane”.



