Per la gestione della pandemia COVID-19 in autunno e inverno, il Ministero, l’Istituto Superiore di Sanità, il Coordinamento delle Regioni e Province Autonome ed altri hanno predisposto un documento che delinea fasi, scenari e relativi interventi di risposta alla pandemia nel nostro Paese.
L’epidemia in Italia è in rapido peggioramento e ancora complessivamente compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4. Si segnala che in alcune Regioni italiane la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Si conferma pertanto una situazione complessivamente critica sul territorio nazionale con impatto importante a breve termine in numerose Regioni/PA italiane.
Nella settimana di monitoraggio 11 Regioni sono classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARS‐CoV-2: Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana. Altre otto regioni sono classificate a rischio moderato con elevata possibilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria e nelle Province autonome di Bolzano e Trento. Comunque tutte le Regioni hanno riportato criticità di resilienza, tranne il Molise.
Nel periodo 08 – 21 ottobre 2020, spiega Brusaferro: «l’Rt viaggia intorno a 1,7, tutte le regioni sono sopra un Rt 1 e alcune significativamente superiori. Il quadro epidemiologico che emerge è di peggioramento sia in termini di nuovi casi che di progressione delle Rt»
Ecco gli indici dell’ultima settimana (19/25 ottobre):
Abruzzo: Rt 1.4
Campania: Rt 1.49
Emilia Romagna: Rt 1.63
Friuli Venezia Giulia: Rt 1.5
Lazio: Rt 1.51
Liguria: Rt 1.54
Lombardia: Rt 2.09
Marche: Rt 1.48
Molise: Rt 1.86
PA Bolzano: Rt 1.96
Pa Trento: Rt 1.5
Piemonte: Rt 2.16
Puglia: Rt 1.65
Sardegna: Rt 1.12
Sicilia: Rt 1.42
Toscana: Rt 1.41
Umbria: Rt 1.67
Valle d’Aosta 1.89
Veneto: 1.46
Per queste regioni il Ministero della Salute raccomanda: «È necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile». Inoltre si ricorda che è «obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine»



