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Dichiarazioni Morra su malati oncologici, Francesca Caruso lo invita ad OncoMed

di Anna Zupi
Cosenza- A seguito dell’intervista del senatore Morra a Radio Capital, in cui lo stesso ha rilasciato dichiarazioni a suo dire fraintendibili, per molti abbastanza chiare e offensive. Il polverone “Morra” sembrava fosse solo un gioco politico, una tattica per depistare lo scandalo “Tallini “ma, come ogni polverone lascia la scia.
Forse l’Onorevole Morra, durante le sue dichiarazioni “Tutti sapevano che Jole Santelli era gravemente ammalata. Ma se questo è piaciuto ai calabresi, ognuno deve essere responsabile delle sue scelte” sicuramente non era al corrente che si sarebbe interfacciato con realtà come Onco Med e con Francesca Caruso, giornalista, Presidente Onco Med e malata oncologica. Una donna o una forza della natura. Francesca Caruso è per molte pazienti un esempio oltre che un sostegno. Dopo l’increscioso episodio, numerose telefonate da parte di pazienti e non, hanno contattato Francesca che rappresenta un’Associazione che difende con le unghie e con i denti e senza aiuto delle Istituzioni.
Da giornalista avrebbe potuto intervenire pubblicamente, ha evitato qualunque tipo di strumentalizzazione.
Come malata oncologica mi ha indignata: è stata un’affermazione esecrabile e violenta, ma come presidente di una importante associazione che si occupa di tumori e come giornalista per soddisfare tutt’e tre i miei ruoli, ho reputato giusto affrontare il senatore de visu e discutere. Ho ritenuto opportuno dimostrargli di cosa siano capaci i malati oncologici in Calabria, di quale coraggio abbiano, (doppio, rispetto alle altre regioni) e di quanta voglia abbiano di combattere anche contro una certa classe politica che ha trascinato la sanità nel baratro”- afferma Francesca Caruso.
Un incontro fortemente voluto dal presidente di una delle associazioni più importanti che si occupa di prevenzione dei tumori, una donna diplomatica che ha cercato un dialogo, un confronto.
Abbiamo discusso in modo costruttivo di una serie di problematiche legate all’immobilismo di una parte di calabresi che va ad inficiare sogni e progetti di quell’altra parte di calabresi, onesta, laboriosa, fatta anche di professionisti di fama internazionale.
Gli ho ricordato però che anche lui fa parte della classe politica calabrese , di quella Calabria da lui ritenuta irrecuperabile e che forse proprio lui avrebbe dovuto battere i pugni per fare qualcosa di più per “ recuperarla ”visto l’importante ruolo che riveste. Gli ho contestato il suo atteggiamento a volte insofferente, a volte finto moderato e forse troppo spesso rivolto solo alle facili polemiche. Il ruolo di presidente della commissione antimafia, in una terra di ndrangheta, è un ruolo talmente delicato che richiede un comportamento deciso, ponderato, studiato e super partes e non ci si possono permettere “errori di comunicazione. Ho voluto incontrarlo perché amo il confronto diretto e ritengo di aver agito per il meglio. Perché laddove c’è disaccordo, c’è discussione, la discussione produce idee, le idee producono speranze.”
Per quanto l’Onorevole Morra ha più volte ribadito in diverse sedi e testate “l’errore di comunicazione”, questa volta la comunicazione è stata unilaterale come l’interesse per l’Associazione e le problematiche della stessa.
“Mi sarei aspettata più ascolto e maggiore interesse verso il lavoro immane che facciamo lì ogni giorno in favore dei più deboli. Ma tant’è … Andiamo avanti, ognuno con le proprie considerazioni, ognuno con le proprie riflessioni, ognuno con le proprie valutazioni. Scegliamo il silenzio e i fatticonclude Francesca Caruso.