Ven 7 Ott 2022
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Saranno abbattute 71 villette abusive sulla spiaggia, 68 gli indagati

Un “ecomostro diffuso”, questa la definizione data dalla Procura di Catanzaro al complesso di villette costruite negli anni sulla spiaggia di Caminia, nel Comune di Stalletì. 

L’intero villaggio costruito sul demanio “deturpando il paesaggio, impedendo l’uso pubblico dell’area, rivendicando, quasi arrogantemente, il diritto all’impunità”, sarà presto abbattuto.  Con l’accusa di occupazione abusiva di demanio marittimo, 68 indagati stamattina si sono visti notificare il decreto di sequestro emesso dal gip Giulio De Gregorio su richiesta del procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Giancarlo Novelli e della pm Graziella Viscomi.

71 gli immobili ai quali sono stati applicati i sigilli da parte della polizia giudiziaria dei carabinieri e il personale della guardia costiera. Tutte le abitazioni sono state costruite di fatto sulla spiaggia, senza permessi e senza concessioni da parte del Comune di Stalletì.

Su richiesta della pm Stefania Paparazzo, a un indagato è stato sequestrato un intero “complesso residenziale”, realizzato sullo stesso suolo demaniale e composto da nove bungalow ed un parcheggio. Tutto rigorosamente abusivo secondo la Procura. L’accusa è di impedimento dell’uso pubblico di spazio demaniale e invasione di terreni pubblici.

L’area interessata dall’occupazione degli immobili è quella nel territorio di Stalettì, contrada Panaja-Caminia, in una fascia di terra compresa tra la spiaggia e la linea ferroviaria Taranto-Reggio Calabria. Circa 5mila e 700 metri quadrati in passato di proprietà del Comune, ma dal 1876 passati al demanio marittimo a causa di un esproprio da parte dell’allora Società delle Strade Ferrate per il Mediterraneo che aveva acquisito tutta quella fascia a ridosso del mare necessaria per la realizzazione dell’attuale linea ferroviaria.