Mar 30 Nov 2021
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Super green pass: ristoranti, stadi e cinema vietati ai non vaccinati

Il Covid avanza anche in Italia e si fa sempre più strada l’idea di un super Green pass per vaccinati e guariti. Il governo infatti valuta nuovi interventi, anche sotto la spinta delle Regioni che chiedono provvedimenti per evitare chiusure

Chi non si vaccina – come riportato dal Corriere della Sera – non potrà sedersi al ristorante, andare al cinema, a teatro, allo stadio, in discoteca, a sciare, o frequentare palestre e piscine. Il Governo sposa la linea dura, come invocano i presidenti delle Regioni. Dal super green pass, che non si otterrà più con il tampone, fino all’obbligo vaccinale per alcune categorie. L’obiettivo è salvare il Natale e smuovere i 7,6 milioni di no vax, ma anche premiare i vaccinati evitando le chiusure per loro.

Il certificato verde si otterrà esclusivamente con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Il nodo da sciogliere è se le nuove regole scatteranno quando una regione entra in zona gialla o arancione o se debbano valere per tutti anche in zona bianca. Il neo governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto non vuole sentire parlare di sconti: “Restrizioni da subito per i non vaccinati a prescindere dalla fascia di colore”. Un super green pass, in pratica, per vaccinati e guariti da far scattare anche in zona bianca.

Nella giornata di giovedì 25 novembre si terrà il Consiglio dei ministri, non dovrebbero esserci ulteriori rinvii. Il premier Mario Draghi non ha partecipato all’incontro tra Governo e regioni ma è stato il sottosegretario alla presidenza Garofali ad aprire alle richieste dei “governatori”.

Sostanzialmente, si attende l’ufficialità del Cdm, chi non è immunizzato contro il Covid potrebbe però viaggiare, con un tampone negativo, e continuare ad andare al lavoro, sottoponendosi al classico tampone anti-Covid. La validità del tampone molecolare potrebbe essere ridotta da 72 a 48 ore, quella del test antigenico da 48 a 24 ore. Molti governatori hanno sottolineato la necessità di agire il prima possibile. L’urgenza è giustificata dalla preoccupazione per la risalita dei contagi che potrebbe condizionare la stagione del turismo invernale.