Mer 19 Gen 2022
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Dov’è finita la fame delle calabresi? Tre turni consecutivi di digiuno

All’ombra del Pollino, la Calabria sportiva cadetta continua a vivere un momento di inappetenza di punti: dov’è finita la fame delle calabresi? Cosenza, Reggina e Crotone (a digiuno di punti da tre giornate consecutive) non riescono più a smuovere la classifica e il cammino del campionato inizia a complicarsi giornata dopo giornata, soprattutto per le due sponde rossoblù. In tutte e tre le Provincie, però i tifosi hanno fatto sentire la propria voce.

I punti guadagnati in avvio di stagione, infatti, permettono agli amaranto di rimanere – almeno per il momento – più sereni considerata la distanza dalla zona play-out (7 punti) rispetto a quella che li separa dalla zona play-off (3 punti). La situazione, comunque, comincia a spaventare anche lungo le sponde dello stretto dove fino a qualche settimana fa si lottava per il vertice della classifica. Un’ involuzione di risultati che ha segnato quattro sconfitte consecutive per i ragazzi di Aglietti dopo il derby vinto a Cosenza. Un risultato che avrebbe dovuto dare forza e maggiore consapevolezza ad una formazione che, ad onore del vero, sembra aver reagito, dal derby in poi, in maniera totalmente diversa, come dopo aver ottenuto una rocambolesca sconfitta “taglia gambe”.

Passando in riva al Crati la situazione non è migliore: cinque sconfitte nelle ultime sei partite hanno messo in seria crisi l’esperienza di Zaffaroni sulla panchina dei rossoblù (che in queste ore dovrebbe giungere al termine). Dopo l’avvio sorprendente dei lupi in campionato, sono venuti a galla, giornata dopo giornata e partita dopo partita, i limiti tecnici della squadra che appare sempre più scollata tra i reparti e priva di idee. Il fattore che più ha colpito in queste ultime uscite è sicuramente l’assenza di un gruppo solido e compatto come visto in avvio di campionato. Qualche mese fa, nel periodo più florido del Cosenza di Zaffaroni, avevamo riportato su questi canali una dichiarazione di Pirrello (difensore classe 96’ in forza al Cosenza) in conferenza stampa sull’importanza del gruppo e di come questo potesse influire positivamente sul cammino dei lupi in campionato. A distanza di poco si può dire che qualcosa si è rotto a partire dalla trasferta di Alessandria, scivolone che deve aver cambiato le carte in tavola in casa Cosenza. Il gruppo di inizio stagione – che aveva portato entusiasmo tra le vie cosentine – sembra un ricordo lontano annebbiato dalla dura contestazione che ha ripreso piede nelle ultime settimane.

Il passo falso più grande, invece, interessa il Crotone che non è riuscito a cambiare marcia neanche con l’avvicendamento in panchina. La soluzione Marino fino ad ora non ha portato nessun beneficio rispetto alla parentesi Modesto, interrotta bruscamente dopo una lunga scia di risultati negativi. Tifosi, calciatori e Società si sarebbero aspettati un cammino decisamente diverso e questo, indubbiamente, influisce sul percorso intrapreso dei pitagorici oltre alle lacune, soprattutto difensive, emerse dal campo. Ormai è chiaro che gli obiettivi di inizio stagione devono essere rivisti ma a doverci fare i conti, su tutti, è la società chiamata ad intervenire nella finestra di mercato invernale per correre ai ripari. Sotto questo aspetto, però, il Crotone ha sicuramente una marcia in più rispetto ai cugini (Cosenza e Reggina) forte di un bel “tesoretto” tirato su con il paracadute e le cessioni di Simy e Messias.

Tra le tre delle cinque Province calabresi il filo conduttore è l’aspetto psicologico che andrà seguito nel migliore dei modi per mantenere le redini ben salde e riuscire a focalizzare tutte le attenzioni verso i propri obbiettivi. Negli ultimi tre turni molti dubbi sono emersi e poche risposte sono state trovate da tre società che sembrano avere perso la giusta brama che questo campionato richiede.