Sab 1 Ott 2022
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Elezioni: Berlusconi si candida al Senato. Calenda, con Renzi accordo raggiunto

Il Pd e Più Europa hanno messo sul piatto la carta Carlo Cottarelli. E’ una candidatura dalla doppia funzione: rafforzare la squadra e indebolire gli avversari.

Perché, come ha sottolineato Enrico Letta, “Cottarelli sarà una delle principali punte di diamante della campagna elettorale”. Ma anche perché è stato strappato a Carlo Calenda: l’economista ha lavorato al programma di Azione ed era considerato uno dei suoi papabili esponenti. Le liste dello schieramento guidato dal Pd verranno presentate nel fine settimana.

Lo slogan della campagna è: “O noi o Meloni”. E infatti, verso la candidata premier del centrodestra Letta ha usato parole dure: “Sta cercando di cambiare immagine, di incipriarsi, ma mi sembra una posizione molto delicata, se i punti di riferimento sono Orban e Vox”. E’ stato un innesco. “Non accettiamo lezioni da chi si erge a paladino dell’atlantismo ma poi stringe patti con la sinistra radicale nostalgica dell’Urss – gli ha risposto la leader di FdI – Noi non abbiamo bisogno della cipria, mentre voi non riuscireste a coprire le vostre contraddizioni neanche con lo stucco”.

Poi, l’affondo: “Al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell’idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di ‘incipriarmi’ per essere credibile”. Malgrado l’ordine di scuderia sia “guardiamo avanti”, lo strappo di Calenda brucia ancora.

“Oggi – ha detto Bendetto Della Vedova, di Più Europa, giocando sul nome di battesimo di Cottarelli e del leader di Azione – rilanciamo quel patto con un altro Carlo. Questa volta durerà il patto e durerà Carlo”. Mentre Emma Bonino ha picchiato duro: “Mai avevo visto un voltafaccia così repentino, immotivato e anche truffaldino”. Non meno velenosa la replica: “Emma Bonino, io sono una persona educata, Cerca però di non perdere il controllo di te stessa.

Grazie”, ha scritto il leader di Azione su Twitter. Ad annunciare la corsa con Pd e Più Europa è stato lo stesso Cottarelli, videocollegato a una conferenza stampa: “E’ stato per me naturale accettare l’offerta. Ci unisce una visione progressista e non conservatrice. L’avversario principale è chi porta avanti la visione conservatrice”.

Cottarelli sarà capolista con il Pd (Democratici e progressisti) nel proporzionale e sarà presente in un collegio uninominale al nord. Fra Cottarelli e le posizioni di due alleati del Pd, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, “non c’è contraddizione – ha detto Letta – anzi, proprio la candidatura di Cottarelli dimostra che ci sono tanti punti comuni e la capacità di andare oltre le singole frontiere dei singoli partiti”.

Al centro, intanto, sembra prendere forma il Terzo polo Azione-Iv: “Auguri a Calenda e Renzi – ha commentato il deputato e componente della segreteria Pd, Enrico Borghi – Se riusciranno, nell’ambito della loro solitudine, a trovare un accodo per quello che evidentemente è un cartello elettorale finalizzato alla sopravvivenza, auguri. In Italia non c’è una domanda straordinaria del cosiddetto moderatismo di centro”.

Nel Pd c’è chi auspica un bilanciamento: “Leggo che qualcuno ritiene che la funzione del Pd dovrebbe essere quella di rappresentare la sola sinistra – ha scritto su Facebook il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – Fosse stato per tali scienziati non avremmo vinto le regionali del 2020 in Emilia-Romagna, né in città come Piacenza e Rimini”, grazie a “un centrosinistra rinnovato, plurale e civico. Non ho nostalgia del Pds o dei Ds”.(Ansa)