Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma della Giustizia presentata dal ministro Carlo Nordio che tra l’altro cancella il reato di abuso d’ufficio e pone limiti al potere di appello del pubblici ministeri.
Un disegno di legge di otto articoli, compresa l’entrata in vigore, contro i giudici e contro la libertà di stampa, con il bavaglio sulle intercettazioni. Più estesi i divieti per i giornalisti in materia di intercettazioni, e sulla richiesta di custodia cautelare in carcere deciderà un collegio di giudici.
Sono alcune delle novità del Ddl messo a punto dal ministro Carlo Nordio con il via libera del Consiglio dei ministri. «Spero che l’approvazione della riforma avvenga nel più breve tempo possibile», commenta il Guardasigilli in conferenza stampa. «Mi auguro che l’opposizione sia fatta in termini razionali e non emotivi. Il Parlamento deve essere disposto ad ascoltare. Il mio auspicio è che si argomenti con le ragioni del cervello. Ho sentito inesattezze sul vuoto di tutela che si realizzerebbe con l’abolizione dell’abuso d’ufficio che non c’è affatto, il nostro arsenale è il più agguerrito d’Europa.».
Ora la riforma passa al Parlamento. «Spero – ha detto Nordio – che l’approvazione venga fatta nel più breve tempo possibile. Auspico, non dico un accordo, l’opposizione deve fare il suo dovere, ma che l’opposizione venga fatta in termini razionali e non emotivi come sentito fino ad ora da molte parti. Si argomenti con le ragioni non del cuore e della pancia, ma del cervello».



