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I 4 pesci alieni temibili nel Mediterraneo: in Calabria c’è il pericoloso “lionfish” – VIDEO

La citizen science, ovvero la scienza partecipata dai cittadini, è una forma di ricerca scientifica che coinvolge il pubblico non specializzato in diverse fasi del processo scientifico, dalla raccolta dei dati alla divulgazione dei risultati.

Si tratta di un modo per avvicinare la società alla scienza, sensibilizzare sui temi ambientali e favorire lo sviluppo sostenibile.

Tra le numerose iniziative di citizen science in Italia, una delle più recenti e rilevanti è la campagna “Attenti a quei 4!”, promossa da IRBIM CNR e Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, per l’avvistamento di specie aliene nel Mediterraneo. Queste specie, originarie di altre aree geografiche, sono state introdotte accidentalmente o volontariamente nel nostro mare, dove possono avere effetti negativi sulla biodiversità, sull’economia e sulla salute umana.

Tra le specie aliene più minacciose c’è il pesce scorpione (Pterois miles), un pesce tropicale che ha colonizzato il Mediterraneo orientale attraverso il Canale di Suez e si sta espandendo verso ovest, raggiungendo anche le coste italiane. Il pesce scorpione ha un corpo tozzo, una testa prominente e delle spine velenose sulle pinne dorsale, anale e pelviche. Il suo veleno può causare forti dolori, gonfiori, nausea e in alcuni casi anche shock anafilattico.

La campagna “Attenti a quei 4!” ha lo scopo di monitorare la presenza e la diffusione del pesce scorpione e di altre tre specie aliene: il pesce pappagallo (Sparisoma cretense), il pesce coniglio (Siganus luridus) e il pesce chirurgo (Acanthurus monroviae).

Per farlo, si avvale della collaborazione di pescatori, subacquei, operatori turistici e semplici appassionati che possono segnalare gli avvistamenti delle specie aliene tramite un’applicazione per smartphone o un modulo online. Le segnalazioni vengono poi validate da esperti e inserite in una banca dati nazionale.

L’ultimo avvistamento del pesce scorpione è stato registrato lungo le coste calabresi di Marina di Gioiosa Ionica (RC), grazie alla collaborazione con un diving locale. Il video, realizzato da Claudia Mininni, mostra il pesce scorpione tra le rocce a circa 12 metri di profondità.

La citizen science è un’opportunità per contribuire alla conoscenza scientifica e alla tutela dell’ambiente marino. Partecipare è facile e divertente: basta scaricare l’app “Attenti a quei 4!” o visitare il sito web citizenscienceitalia per scoprire come fare.