Ancora un momento di grande tensione all’ospedale Giannettasio di Corigliano Rossano, dove un infermiere del Pronto Soccorso è stato aggredito nel pomeriggio di ieri.
L’episodio ha visto coinvolto il parente di un paziente che, dopo essere stato visitato e valutato dai medici, era in attesa di essere trasferito all’ospedale di Cosenza per una visita specialistica non disponibile nella struttura locale.
Secondo le prime informazioni, la lunga attesa avrebbe scatenato la reazione del parente, che se la sarebbe presa con uno degli infermieri in servizio. La situazione è diventata così difficile che il personale del Pronto Soccorso ha dovuto chiedere l’intervento dei Carabinieri per riportare la calma.
Per ricostruire esattamente come sono andate le cose, saranno molto utili le immagini registrate dalle body cam, le piccole telecamere che indossano gli operatori sanitari. Infatti, da alcuni mesi, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza ha fornito al reparto due di queste telecamere per ogni turno, proprio per proteggere medici, infermieri e tutti coloro che lavorano in ospedale. Una telecamera viene usata nella zona del triage (dove si viene accolti al Pronto Soccorso) e un’altra all’interno del reparto.
Questo episodio, purtroppo, non è un caso isolato e fa capire ancora una volta come i problemi nell’organizzazione del servizio sanitario possano avere conseguenze negative. Sembra, infatti, che uno dei motivi dell’attesa del paziente fosse la difficoltà a mettersi in contatto con l’ospedale di Cosenza, da cui non arrivava risposta.
Tra i problemi più sentiti c’è sicuramente la mancanza di personale: quando medici e infermieri sono pochi, i tempi di attesa si allungano e il rischio che nascano tensioni aumenta. Questi episodi sono spesso il risultato di queste difficoltà, che mettono a dura prova sia la pazienza di chi ha bisogno di cure, sia la sicurezza di chi lavora per la salute degli altri.



