HomeCronacaMartina, uccisa a soli 14 anni:...

Martina, uccisa a soli 14 anni: la crisi educativa e l’assenza di limiti nella società

L’orrore del delitto di Afragola, che ha spezzato la vita di una ragazza di soli 14 anni, ha scosso profondamente l’Italia. Al di là dell’inconcepibile efferatezza dell’atto, emerge una riflessione più ampia sulla società e sul ruolo degli adulti. Uno psicologo cosentino, il Dott. Marco Piccolo, condivide e approfondisce le recenti parole di Paolo Crepet, spostando il focus non sui giovani, ma sulle profonde lacune del mondo adulto.

Il Dott. Piccolo concorda con l’analisi di un “baratro culturale” caratterizzato da egoismo, passività e una clamorosa assenza educativa. Genitori che offrono libertà illimitata, denaro e superficiale “divertimento” senza un vero accompagnamento. Ma la sua visione va oltre: il problema è ben più radicato.

Oltre l’aula scolastica: l’assenza di adulti autentici

Ogni volta che una tragedia relazionale scuote l’opinione pubblica, la risposta immediata sembra sempre la stessa: “servono più psicologi a scuola”, “più laboratori di educazione sentimentale”, “bisogna parlare di sesso, amore, consenso”. Tuttavia, il Dott. Piccolo dissente fermamente. Educare all’umanità, spiega, non è una materia scolastica. Non basta “parlare” d’amore se l’amore autentico non è stato vissuto e trasmesso all’interno delle mura domestiche.

Le sue parole risuonano come un campanello d’allarme: decenni di Educazione Civica hanno visto crollare la partecipazione politica. Anni di Educazione Fisica non hanno fermato l’aumento della sedentarietà e dei problemi di salute tra i giovani. E nonostante l’insegnamento della Religione, viviamo in un paese che si classifica tra i più disperati e nichilisti d’Europa, non a caso con il tasso di natalità più basso.

“Non è una questione di ore in più: è una questione di assenza di adulti veri,” afferma lo psicologo. Ciò di cui i nostri figli hanno disperatamente bisogno non sono interventi formali in aula, ma la presenza autentica di padri e madri che siano veri adulti. Adulti capaci di amare davvero, e proprio per questo, in grado di impartire limiti. Adulti che siano un esempio etico e morale, con il coraggio di dire “no” al proprio narcisismo e al proprio “adolescentismo” perpetuo. Solo così si potranno educare figli con radici solide, capaci di orientarsi nel mondo, e non solo con diritti avulsi dalla realtà.

La necessità di una rivoluzione adulta

Viviamo in un’epoca che ci confonde, distogliendoci con termini come “femminicidio”, “patriarcato”, “diritti”, ma lasciandoci tragicamente soli in una cultura che ha perso il senso del limite, del sacrificio e della cura. Come ben riassume Recalcati, “Educare è insegnare il limite. Senza limite non c’è soggetto, solo capriccio.” E senza adulti capaci di incarnare questo limite, esso semplicemente cessa di esistere. E con esso, forse, anche la capacità di amare.

Secondo il Dott. Marco Piccolo, a salvarci non saranno progetti scolastici frammentati. A salvarci sarà unicamente una nuova resistenza morale ed educativa. Una vera e propria rivoluzione adulta.