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Estate amarcord: quando il mare calabrese continua a deludere

Il 15 luglio 2025, lungo l’incantevole costa del Tirreno cosentino, il sole splende alto e i turisti affollano i lidi con la speranza di godersi una giornata di mare. Ma lo spettacolo naturale, che dovrebbe incantare, lascia tutti con l’amaro in bocca.

In acqua si staglia una lunga striscia marrone punteggiata di bolle, talmente sgradevole da provocare ribrezzo persino a chi vuole semplicemente rinfrescarsi. Un vero pugno allo stomaco per chi ama il mare calabrese e ne conosce le potenzialità. Purtroppo, questa scena non è un’eccezione: si ripete ogni anno nonostante i proclami e le promesse di risanamento ambientale.

Per fortuna, molti stabilimenti sono attrezzati con piscine e docce, offrendo un riparo momentaneo dal degrado. Ma una terra come la Calabria non dovrebbe accontentarsi di soluzioni tampone: il suo mare dovrebbe essere un orgoglio, non un dispiacere.

È tempo di passare dalle parole ai fatti, proteggere questo patrimonio naturale e restituire ai calabresi — e a chi visita — la bellezza autentica di cui sono custodi.