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La sicurezza del distretto sanitario del Lametino: urge un intervento decisivo

L’ennesimo atto barbarico perpetrato in città ha sollevato un campanello d’allarme sulla sicurezza delle strutture essenziali.

Questa volta, l’obiettivo dei rappresentanti del malaffare è stato il Distretto Sanitario del Lametino, dove i delinquenti sono penetrati, scassinando la cassa automatica e il distributore di bevande per appropriarsi degli incassi.

Un bottino minimo, danni potenziali enormi

Sebbene il bottino, stimato in poche centinaia di euro, non sia stato corposo, l’episodio impone una profonda riflessione sulla sicurezza dell’Ente. La struttura eroga servizi sanitari cruciali per la comunità e, come già avvenuto in passato per le intimidazioni subite da commercianti e imprenditori onesti, è necessario che Politica e Istituzioni si interroghino sulle misure di protezione.

Il rischio corso è stato, infatti, notevole. Ipotizzando che i malviventi, nella concitazione della fuga, avessero danneggiato o sottratto strumentazioni scientifiche o informatiche, il danno sarebbe stato ingentissimo. Una simile evenienza avrebbe avuto ripercussioni dirette e gravi sulla cittadinanza, traducendosi in probabili spostamenti, rinvii, ritardi e cancellazioni di visite o prestazioni sanitarie già prenotate, a volte da mesi. Proprio a causa del rischio potenziale, l’allerta e l’attenzione devono essere massimi, orientate a implementare tutte le iniziative necessarie per mettere in sicurezza l’intero edificio.

Appello al commissario generale: estendere la vigilanza

Si riconosce l’impegno del Commissario Generale, dottor Antonio Battistini, per la salvaguardia delle strutture sanitarie del territorio. La presenza di un servizio di vigilanza armata H24 presso l’ospedale cittadino è una prova tangibile del buon lavoro intrapreso in tema di sicurezza. Tuttavia, l’episodio al Distretto Sanitario dimostra che occorre fare di più.

È quindi fondamentale valutare l’estensione del servizio di vigilanza armata anche al Distretto Sanitario, o in alternativa, bandire con urgenza una gara d’appalto mirata a sorvegliare la struttura almeno nelle ore di totale vuoto, ovvero durante la notte o nei pomeriggi di chiusura al pubblico.

La comprensione per il dispiacere che ha colpito i vertici dell’ASP nell’apprendere la notizia dello scasso è profonda, specialmente per chi ha avuto un’esperienza diretta come dipendente ospedaliero in pensione. Nonostante il dispiacere, l’esortazione è a proseguire con il lavoro intrapreso. I risultati raggiunti finora sono ragguardevoli e attestano uno spirito entusiasta e battagliero che è più che mai necessario oggi. È essenziale trovare la giusta soluzione a un problema che, se sottovalutato, può causare criticità gravi o addirittura nefaste per l’erogazione di servizi essenziali alla salute pubblica.