Attraversare la Calabria a piedi significa immergersi in un territorio dove la natura selvaggia incontra la spiritualità più autentica.
Il Cammino di San Francesco di Paola rappresenta un itinerario d’eccellenza in questo senso, snodandosi per 112 chilometri lungo la dorsale dei Monti della Catena Costiera, in provincia di Cosenza.
Questo percorso non è solo un atto di devozione, ma un’esperienza sensoriale che permette di abbracciare con lo sguardo il Mar Tirreno mentre si cammina tra i giganti verdi del sottobosco calabrese.
Il tracciato principale si articola in sei tappe che collegano il borgo di San Marco Argentano al Santuario di Paterno Calabro, avendo come cuore pulsante la città di Paola. La particolarità del cammino risiede nella sua straordinaria biodiversità: il viaggiatore attraversa scenari che mutano drasticamente nel giro di pochi chilometri. Si inizia tra i profumi intensi della macchia mediterranea, dove l’azzurro del mare domina l’orizzonte, per poi risalire verso fitti querceti e castagneti, fino a raggiungere le solitarie e fresche faggete che caratterizzano le quote più elevate.
Quasi ogni giornata di cammino trova il suo riposo in uno dei pittoreschi borghi dell’entroterra. Questi centri storici conservano un fascino antico e offrono un’accoglienza genuina, permettendo di scoprire una Calabria lontana dai circuiti turistici di massa. La flessibilità del percorso è un altro punto di forza. Grazie alla posizione centrale del Santuario di Paola, i camminatori possono scegliere di percorrere l’intero tragitto o di optare per una versione ridotta, focalizzandosi su una delle due anime della vita del Santo.
La prima opzione è la Via del Giovane, che parte da San Marco Argentano per giungere a Paola, ripercorrendo i primi passi della formazione spirituale di Francesco. La seconda alternativa è la Via dell’Eremita, un percorso che collega Paterno Calabro a Paola e che può essere affrontato in entrambe le direzioni. Come ricordano spesso le guide locali e i volontari che curano la segnaletica, il cammino non è solo una sfida fisica, ma un ritorno all’essenziale: “Qui il tempo sembra fermarsi e ogni passo diventa un modo per ritrovare se stessi nel silenzio della montagna”.



