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Sdegno a Cerisano, profanate le tombe del cimitero: comunità sconvolta e sindaco furioso

Una scia di viltà e mancanza di rispetto ha travolto la quiete di Cerisano, tranquillo centro delle Serre Cosentine. Nelle ultime ore, il cimitero cittadino è stato teatro di gravi episodi di sciacallaggio e dissacrazione: diverse lapidi sono state danneggiate, con la distruzione di fotografie dei defunti e il furto o la rottura di oggetti sacri posti a memoria dei propri cari. Un atto brutale che ha lasciato la comunità locale in uno stato di profondo shock e incredulità.

La dura reazione del sindaco Di Gioia

Il primo cittadino, l’avvocato Lucio Di Gioia, è intervenuto con fermezza attraverso i canali social, esprimendo tutto il suo sdegno per l’accaduto. «Appena possibile, sporgeremo formale denuncia per i gravi episodi che stanno accadendo nel cimitero comunale», ha dichiarato il sindaco, annunciando tolleranza zero verso i responsabili. «Consegneremo, altresì, i video delle telecamere che riprendono l’ingresso per cercare di identificare i delinquenti che dissacrano i nostri luoghi sacri. Nessuna scusa e nessun perdono».

Le indagini attraverso la videosorveglianza

Le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale contano ora sulla tecnologia per stringere il cerchio attorno agli autori di questo gesto miserabile. Le registrazioni delle telecamere poste all’ingresso della struttura cimiteriale sono già al vaglio per individuare movimenti sospetti e identificare chi, nel cuore della notte o approfittando di momenti di solitudine, ha deciso di profanare il luogo del riposo eterno.

Il commento della redazione

Noi della redazione di Calabria Diretta News non possiamo che unirci al coro di sdegno che si è levato dal territorio. Quello compiuto a Cerisano non è solo un atto vandalico, ma un gesto di misera viltà che calpesta la sacralità del lutto e il dolore delle famiglie. Si tratta di un’azione che condanniamo senza “se” e senza “ma”, auspicando che i responsabili vengano presto individuati e chiamati a rispondere di una tale infamia davanti alla giustizia.