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Guida Slow Food 2026, il successo dell’extravergine calabrese: 19 gli oli d’eccellenza premiati

L’olivicoltura calabrese si conferma un pilastro fondamentale dell’agricoltura del Mezzogiorno, come evidenziato dalla Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia.

Nonostante le sfide poste dai mutamenti climatici, la regione mantiene un ruolo di primo piano grazie a una produzione che coniuga qualità eccelsa e una profonda identità territoriale. Il volume, realizzato con il supporto di BioEsperia, Gruppo Saida, Gruppo Asa e Ricrea, recensisce a livello nazionale 766 aziende e 1.211 oli, assegnando complessivamente 244 riconoscimenti tra Grandi Oli e Grandi Oli Slow.

Le sfide del clima e la resilienza del settore

L’ultima campagna olearia in Calabria ha dovuto affrontare condizioni meteorologiche avverse che hanno messo alla prova l’agroecosistema regionale. Tuttavia, i produttori sono riusciti a ottenere risultati soddisfacenti puntando su raccolte precoci, una strategia che ha favorito la produzione di oli caratterizzati da freschezza e profili aromatici di grande intensità. La salvaguardia della biodiversità varietale e l’affinamento delle competenze tecniche degli olivicoltori restano i fattori determinanti per garantire standard elevati anche nelle annate più complesse.

Le eccellenze premiate con la Chiocciola

La Calabria vanta tre aziende insignite della Chiocciola, il prestigioso simbolo che Slow Food assegna alle realtà capaci di interpretare in modo esemplare i valori ambientali e territoriali. I riconoscimenti sono andati all’azienda Arcaverde di Cosenza, ad Anita Regenass di Girifalco e all’Oleificio Torchia di Tiriolo. Queste realtà rappresentano modelli di sostenibilità e di legame indissolubile con il territorio d’origine.

I Grandi Oli e il legame con il territorio

Per quanto riguarda la categoria dei Grandi Oli, premiati per l’eccellenza organolettica, la guida segnala quattro etichette calabresi. Si tratta del Vigoroso di Frantolio Acri e dell’OrOlio Limited Edition dei Fratelli Renzo, entrambi prodotti a Corigliano Rossano, oltre a I Tesori del Sole – Coratina di De Lorenzo a Lamezia Terme e al M. Elodia di Tenuta Severini a Mottafollone.

Ancora più nutrita è la sezione dedicata ai Grandi Oli Slow, che premia le produzioni sostenibili strettamente legate alle cultivar locali. In questa categoria figurano dodici eccellenze: Pennulara di Rosanna Murgia e Evo Vurdoj di Vurdoj (Caccuri); Tappo Oro di Frantoio Figoli, Corbiò e il Dop Bruzio Colline Joniche Presilane di Olearia Geraci (Corigliano Rossano); Giotto e Rosì delle Sorelle Garzo (Seminara); Olio Torchia Bio e Olio Torchia Blend dell’Oleificio Torchia (Tiriolo); Dradista e Nocellara del Belice delle Tenute Pasquale Librandi (Vaccarizzo Albanese); Gabro Intenso di Gagi Olearia (Villapiana).

Con un totale di 19 riconoscimenti, il comparto olivicolo calabrese dimostra una notevole vitalità. Le storie di famiglie e giovani imprenditori descritte nella guida delineano un settore in trasformazione, capace di trasformare la tradizione in una concreta opportunità di futuro e di sviluppo economico per la regione.