Il quartiere Aranceto di Catanzaro torna a essere teatro di segnalazioni riguardanti il degrado urbano e la mancanza di sicurezza, anche durante la giornata di Pasquetta.
L’associazione La Tazzina della Legalità ha diffuso una nota pubblica per accendere nuovamente i riflettori su una situazione definita allarmante, legata in particolare al fenomeno dei furti di veicoli e al successivo smaltimento illecito delle componenti.
Il circuito delle auto rubate e le carcasse abbandonate
Secondo quanto riportato dall’associazione, l’ultimo episodio segnalato riguarderebbe un veicolo trasportato su un carro attrezzi per essere smontato, alimentando così il mercato nero dei pezzi di ricambio. I resti dei mezzi, ridotti a carcasse, verrebbero poi abbandonati sul territorio, aggravando lo stato di incuria dell’area. Questa pratica non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un contesto di illegalità diffusa che l’associazione documenta attraverso segnalazioni raccolte e denunce affidate ai canali social, sottolineando l’urgenza di un controllo del territorio più rigoroso.
La critica al silenzio istituzionale
La Tazzina della Legalità ha espresso una posizione netta contro quella che viene percepita come una persistente assenza di risposte concrete. Nella nota viene evidenziato come la situazione sia divenuta ormai intollerabile, maturata in un quadro di silenzio istituzionale giudicato grave. L’associazione punta il dito contro il ritardo negli interventi, ribadendo che il quartiere Aranceto necessita di misure incisive e non più procrastinabili per ripristinare condizioni minime di legalità e decoro.
Attesa per l’intervento del Ministero
Il percorso di denuncia intrapreso non sembra destinato a fermarsi. L’associazione ha infatti annunciato la volontà di proseguire nell’attività di monitoraggio e segnalazione, richiamando l’attenzione sulle procedure già avviate a livello centrale. Il riferimento principale riguarda l’interrogazione parlamentare presentata sul tema, per la quale si attende un riscontro ufficiale da parte del Ministro competente. L’obiettivo resta quello di ottenere provvedimenti che possano incidere realmente sulla sicurezza della zona, superando la fase delle denunce pubbliche per arrivare a una soluzione strutturale.



