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Dissesto idrogeologico in Calabria, scontro in Consiglio regionale per l’assenza di Occhiuto

Il dibattito sulla gestione del dissesto idrogeologico in Calabria si accende nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale. Il punto di rottura riguarda l’assenza del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che era atteso in Aula per un’informativa specifica sul tema delle calamità naturali. Il punto, inizialmente inserito all’ordine del giorno, è stato successivamente ritirato, alimentando forti polemiche sulla priorità assegnata alla sicurezza del territorio.

È stato definito inaccettabile che, nonostante le sollecitazioni, non sia stata affrontata con l’urgenza necessaria la questione del rischio idrogeologico e delle risposte da fornire a cittadini, amministrazioni locali e comparto produttivo. L’assenza del vertice della Giunta è stata interpretata come un segnale politico preoccupante verso comunità che da mesi convivono con i danni e l’incertezza causati dagli eventi meteorologici estremi.

Il nodo della prevenzione e i fondi bloccati per il Crati

Il cuore della discussione si è spostato sulla carenza di programmazione e manutenzione ordinaria, elementi ritenuti fondamentali per evitare di dover rincorrere costantemente l’emergenza. Un caso emblematico dei ritardi burocratici riguarda il fiume Crati: nonostante la disponibilità di fondi risalenti ad anni fa, le opere di mitigazione del rischio risultano ancora ferme.

Con un clima che manifesta piogge sempre più violente, il deterioramento del territorio prosegue senza sosta, facendo lievitare i costi degli interventi futuri e mettendo a rischio infrastrutture e sicurezza dei cittadini. La richiesta emersa è quella di trasformare la prevenzione in una priorità permanente dell’azione politica regionale, abbandonando la logica degli annunci.

Ristori rapidi e utilizzo delle risorse europee

Per far fronte ai danni subiti dai territori, è stata ribadita la necessità di un’accelerazione nell’impiego dei fondi nazionali ed europei. Tra le proposte avanzate figurano l’uso dei fondi europei residui, la riprogrammazione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e la riallocazione di altri stanziamenti disponibili.

L’obiettivo deve essere la garanzia di ristori rapidi attraverso procedure semplificate, poiché il blocco delle pratiche amministrative mette a repentaglio la sopravvivenza di attività economiche, agricoltori e commercianti. La Calabria necessita di una strategia trasparente e strutturale che sostituisca la gestione emergenziale con una responsabilità preventiva.