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Caso Fincalabra-MPS, scoppia la bufera in Regione: «300 milioni dei calabresi nell’1% della banca toscana»

Un’operazione finanziaria da centinaia di milioni di euro, condotta fuori dai confini regionali e ad alto rischio speculativo, rischia di travolgere i vertici della Regione Calabria e di Fincalabra S.p.A. A sollevare il caso è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che insieme a tutti i colleghi di opposizione (Scutella, Bruno, Alecci, Ranuccio, Falcomatà, Madeo, Greco, De Cicco e Laghi) ha depositato un’interrogazione a risposta urgente indirizzata al Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto.

Al centro della bufera ci sono le rivelazioni diffuse dalla stampa economica e da report internazionali, secondo cui la società in house della Regione Calabria risulterebbe titolare dello 0,93% del capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), per un valore stimato attorno ai 300 milioni di euro. Un pacchetto azionario consistente, rastrellato negli ultimi mesi proprio in coincidenza con l’Opas di Intesa Sanpaolo e alla vigilia di un’assemblea azionaria cruciale.

Il nodo dei bilanci e la sproporzione finanziaria

A destare forte sconcerto nell’arco parlamentare di minoranza è lo squilibrio tra i numeri della finanziaria regionale e la portata dell’operazione.

«I dati contabili parlano chiaro e descrivono uno scenario a dir poco sconcertante – attacca la consigliera Barbuto –. A fronte di un bilancio di Fincalabra che al 31 dicembre registrava un patrimonio netto di appena 8 milioni di euro e immobilizzazioni finanziarie per circa 26 milioni, ci troviamo davanti a un’esposizione sproporzionata. Ci chiediamo come sia possibile giustificare una mossa del genere per un ente la cui missione istituzionale è sostenere lo sviluppo, il tessuto produttivo e le piccole e medie imprese della nostra terra, e non certo giocare in borsa nelle logiche del risiko bancario nazionale».

L’opposizione richiama inoltre l’attenzione sui precedenti storici e sui legami consolidati tra l’istituto senese e l’amministrazione regionale, come la nomina di MPS a tesoriere del Consiglio Regionale avvenuta nel 2023.

Le richieste al Presidente Occhiuto

Con l’atto ispettivo depositato a Catanzaro, i firmatari pretendono risposte immediate e chiare da parte della Giunta regionale. Le domande sollevate chiedono di chiarire:

  1. La provenienza esatta delle risorse impiegate per l’acquisto delle quote azionarie;

  2. Le motivazioni strategiche ed economiche di un simile investimento in una banca fuori regione;

  3. Se tali fondi siano stati sottratti a strumenti diretti di sostegno all’economia, alle aziende e alle famiglie calabresi.

«La Calabria non può permettersi che risorse strategiche vengano impiegate in operazioni finanziarie ad alto rischio che nulla hanno a che fare con la crescita del nostro territorio – conclude Barbuto –. Il Presidente Occhiuto e i vertici di Fincalabra hanno l’obbligo morale e politico di spiegare immediatamente ai cittadini da dove arrivino questi soldi e chi abbia autorizzato una scelta così spericolata. Difenderemo fino in fondo la trasparenza e l’uso corretto del denaro pubblico».