“La situazione nel Laboratorio di Emodinamica e nel reparto di Cardiologia del P.O. Pugliese-Ciaccio dell’A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro è ormai allo stremo”. L’ Usb denuncia con forza la gravissima carenza di personale.
“Una condizione – aggiunge l’Usb – che non solo mette in ginocchio gli operatori sanitari, ma rappresenta un pericolo concreto per la sicurezza dei pazienti”.
I numeri
L’Usb snocciola numeri della situazione. Dati che sembrano parlare chiaro. “Il Laboratorio di Emodinamica – evidenzia ancora Usb – è il settimo centro in Italia per volume di Coronarografie (Cvg), con oltre 2.000 procedure annue, eppure l’organico è stato ridotto ai minimi termini. Il personale tecnico e infermieristico è sottoposto a turni massacranti, oltre ogni limite contrattuale previsto dal Ccnl. Attualmente, il reparto conta solo quattro Tecnici di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare (Tfpc).
Come se non bastasse, persiste la scandalosa assenza di un coordinatore tecnico per la categoria. I Tfpc continuano a essere gestiti da un coordinatore infermieristico, una figura con mansioni completamente diverse e che non ha alcun interesse a tutelare le loro condizioni lavorative. Questo è un vero e proprio sopruso che non siamo più disposti a tollerare”.
Il mancato rispetto dei turni previsti dal Ccnl
Ma c’è di più. “Il personale tecnico e infermieristico – incalza l’Usb – , oltre a garantire le attività di sala operatoria con un numero impressionante di procedure, è costretto a coprire anche l’ambulatorio di cardiopatia ischemica e quello delle malattie del circolo polmonare.
Questo carico di lavoro è del tutto insostenibile e si traduce in un rischio enorme per i lavoratori e per i pazienti. La sistematica violazione dei limiti di turnazione stabiliti dal CCNL, con un numero di turni di pronta disponibilità ben oltre la soglia consentita, è un attacco diretto alla sicurezza e alla salute di chi lavora in prima linea”.
La Cardiologia in emergenza
E, a quanto pare, non è finita qui, perché a sentire l’Usb “questa situazione già drammatica si aggiunge l’emergenza nel reparto di Cardiologia, anch’esso in gravissima carenza di personale. Gli operatori sanitari sono sottoposti a turni estenuanti, spesso in violazione del CCNL, con un numero di ore di lavoro e di reperibilità che supera ampiamente i limiti contrattuali. La mancata programmazione e il mancato adeguamento dell’organico hanno portato a un vero e proprio collasso del reparto”.
Tema caldo anche i ricoveri
“La situazione dei ricoveri è fuori controllo – aggiunge ancora la sigla sindacale – il reparto di Cardiologia è letteralmente esploso, con un numero di pazienti in barella che supera ogni soglia di sicurezza. I pazienti non vengono ricoverati nei posti letto previsti in organico, ma restano per giorni sulle barelle nei corridoi, in condizioni indegne per un sistema sanitario che dovrebbe garantire cure dignitose e sicure.
Questo sovraffollamento determina un aumento insostenibile del carico di lavoro a parità di personale, esponendo sia i pazienti a un rischio maggiore di errori medici, sia i lavoratori a condizioni di stress lavoro-correlato e continue violazioni del Ccnl”.
Le richieste
Tutte premesse che portano l’Usb “a chiedere con urgenza: l’adeguamento dell’organico in base al volume di attività, con nuove assunzioni per ripristinare un’equa distribuzione dei turni; l’istituzione immediata di un coordinatore tecnico dedicato alla figura professionale specifica; il rispetto rigoroso delle normative contrattuali in materia di turnazione e pronta disponibilità; la fine dei ricoveri in barella nel reparto di Cardiologia, con l’aumento immediato del personale per garantire la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori.
Non resteremo in silenzio di fronte a questa ingiustizia! Vogliamo risposte, vogliamo azioni concrete e immediate. La direzione aziendale ha il dovere di intervenire ora, prima che la situazione precipiti definitivamente”.
Poi la conclusione: “Se non otterremo risposte tempestive, saremo pronti a mettere in campo tutte le azioni sindacali necessarie per difendere i diritti dei lavoratori e garantire un servizio sanitario pubblico efficiente e sicuro per tutti. Continueremo anche questa battaglia con determinazione e fermezza. «Basta promesse. Vogliamo i fatti”.



