La semifinale di ritorno dei playoff tra Palermo e Catanzaro, disputata allo stadio Renzo Barbera, ha decretato il passaggio del turno della formazione ospite guidata da Alberto Aquilani, forte del tre a zero dell’andata, rendendo inutile il due a zero ottenuto dai rosanero nei novanta minuti della gara di ritorno. Il verdetto del campo è stato però quasi interamente oscurato da una serie di gravi episodi di tensione che si sono registrati sia sulle tribune sia all’esterno del rettangolo di gioco durante e dopo l’incontro.
Scontri nella tribuna autorità durante l’intervallo
I primi disordini significativi si sono verificati nel corso dell’intervallo all’interno della tribuna centrale, l’area normalmente riservata alle autorità e alle delegazioni ufficiali delle due società. In base alle prime ricostruzioni dell’accaduto, un diverbio verbale particolarmente acceso tra alcuni sostenitori della squadra di casa e i rappresentanti del club calabrese è degenerato in pochi istanti.
La situazione è precipitata quando sono rimasti coinvolti il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, e i suoi familiari. Il gruppo è diventato il bersaglio di pesanti insulti e, secondo quanto emerso nelle ore successive, si sarebbero verificati anche dei contatti fisici. In quel momento, nel settore erano presenti anche i calciatori giallorossi non convocati per il match, rimasti vicini alla dirigenza.
Malore in tribuna e l’intervento dei soccorsi
L’alto livello di agitazione ha provocato conseguenze dirette per una delle persone presenti insieme al dirigente della squadra ospite. A causa del caos e del forte stress psicologico, un familiare del direttore sportivo ha accusato un malore improvviso che ha richiesto l’attivazione immediata delle procedure di emergenza.
Il personale sanitario in servizio presso l’impianto sportivo è intervenuto tempestivamente per prestare le prime cure del caso e monitorare le condizioni del soggetto. Parallelamente, il personale addetto alla sicurezza dello stadio ha avviato le manovre per separare i due gruppi e riportare la calma nell’area interessata.
Trasferimento della dirigenza ospite per motivi di sicurezza
Al fine di garantire l’incolumità della delegazione del Catanzaro ed evitare che la situazione potesse ulteriormente peggiorare nel corso del secondo tempo, i responsabili dell’ordine pubblico hanno deciso di far evacuare la tribuna autorità.
I dirigenti e gli accompagnatori della squadra calabrese sono stati scortati fuori dal settore centrale e trasferiti d’urgenza in un’altra area dello stadio, considerata più protetta e isolata dal pubblico locale. Questa operazione ha comportato una rapida riorganizzazione dei flussi e dei presidi di sicurezza interni all’impianto palermitano.
Disordini a fine gara e tentativi di invasione
La tensione accumulata è esplosa definitivamente al triplice fischio del direttore di gara, il signor Marcenaro. La delusione per l’eliminazione da parte dei circa trentamila spettatori di fede rosanero ha scatenato una contestazione violenta, indirizzata sia verso la terna arbitrale sia nei confronti dei calciatori del Catanzaro, i quali sono stati scortati rapidamente all’interno del tunnel che conduce agli spogliatoi.
La situazione è rimasta critica anche sui gradoni dell’impianto, dove si sono verificati lanci di materiale pirotecnico, tra cui fumogeni e petardi, verso il terreno di gioco. In alcuni settori delle curve si sono registrati inoltre diversi tentativi di scavalcare le barriere di recinzione per effettuare un’invasione di campo, respinti dal tempestivo intervento degli steward. Le forze dell’ordine e il personale di servizio hanno impiegato parecchio tempo prima di poter dichiarare la totale messa in sicurezza della struttura.



