Parole, parole, parole. Parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi… questo ritornello della canzone Parole parole della grande Mina potrebbe certamente diventare la colonna sonora del periodo in cui stiamo vivendo. Annunci, proclami, disegni, puntualmente disattesi!
Lo hanno fatto capire bene i cosentini che questa mattina sono scesi in piazza IX Settembre per protestare, simbolicamente, contro una classe governativa silente. Non ce la fanno più a sopportare di essere considerati (?) dagli amministratori locali solo dei numeri, non ce la fanno più ad andare avanti. Sono esasperati.
Non sono mancati, infatti, momenti di tensione davanti la Prefettura della città dei Bruzi dove il gruppo di manifestanti, appartenenti al comitato PrendoCasa, ha protestato per l’insufficienza delle politiche messe in atto a sostegno delle famiglie più bisognose.
Il portavoce del gruppo Prendo Casa Ferdinando Gentile descrive bene lo stato di crisi e necessità delle famiglie di Cosenza in questo difficile momento.
Non usciremo da questa crisi ognuno per conto proprio. Non ne uscirà una regione o una singola città da sola senza che tutti ce l’abbiano fatta.
Per questo è fondamentale che nessuno, anche nella nostra città, rimanga indietro, che nessuno perda il lavoro o si debba mettere nelle mani di usurai a causa del coronavirus. Il prezzo da pagare rischia di essere pesante e irrecuperabile.
Si deve pensare alla fase 2, ma non si può farlo come se tutto quello che ha riguardato la fase 1 fosse a posto. Oggi non possiamo permetterci che le già ampie disuguaglianze che c’erano prima del virus si acuiscano, che qualcuno debba rinunciare alla casa dove abita, che le persone debbano prendere scelte dolorose riguardo al futuro dei loro figli perché non hanno risparmi da parte.
C’è bisogno invece di ricostruire condivisione e coesione, economica e sociale. E la classe politica che governa Cosenza per prima, oltre a ripensare se stessa, ragionare sugli spazi e la città dove viviamo, dovrà riflettere e mettere in campo idee nuove perché ogni persona abbia diritto ad una vita dignitosa.
Ma per fare questo domani è fondamentale che nessuno rimanga indietro oggi.



