Home Economia Economia e Lavoro San Giovanni in Fiore, USB in...

San Giovanni in Fiore, USB in piazza per il diritto alla salute, al lavoro, al reddito

I Lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i lavoratori autonomi e i piccoli commercianti stanno pagando carissimo il prezzo di crisi e pandemia. La crescita del contagio è fuori controllo, il tracciamento dei casi è saltato e non si riescono più a circoscrivere i focolai. La sanità pubblica è al collasso, il personale sanitario e le strutture non bastano per gestire l’emergenza mentre la sanità privata continua a ingrassare, colmando a pagamento tutte le carenze del Servizio Sanitario Nazionale.

Tutti i Governi che si sono succeduti, di centro destra e centro sinistra, hanno tagliato 37 miliardi alla sanità pubblica per dirottarli verso la sanità privata, le grandi aziende e le banche trasformando il diritto alla salute in una merce. I lavoratori della sanità sono sfruttati in maniera intollerabile, costantemente sottorganico con turni massacranti e spesso con contratti a tempo determinato o a partita iva. Tutto questo rischiando ogni giorno la vita per una paga minima rispetto alla professione svolta.

La situazione in Calabria è tragica, i padroni della sanità privata controllano le varie giunte regionali e la sanità pubblica è sotto finanziata poiché, non tenendo conto delle condizioni della popolazione, si spendono procapite 200 milioni in meno rispetto alla media nazionale. Dunque il piano di rientro è illegittimo e immorale e va rifiutato!

Dall’inizio della pandemia, nonostante sia formalmente in vigore il blocco dei licenziamenti, si sono persi quasi 800mila posti di lavoro. Lavoratori in nero, a tempo determinato o a chiamata sono stati licenziati mentre milioni di persone hanno visto ridursi fortemente i propri miseri stipendi a causa della cassaintegrazione, quasi sempre erogata in forte ritardo. Inoltre lavoratori autonomi e piccoli commercianti sono con l’acqua alla gola. Perché nei mesi estivi, in cui il virus ci ha dato tregua, il Governo e le amministrazioni locali non hanno fatto nulla per rinforzare la sanità pubblica assumendo personale e potenziando le strutture? Perché non hanno potenziato il trasporto pubblico locale?

Il governo ha destinato alle grandi e medie imprese la maggior parte dei fondi stanziati per l’emergenza anziché tutelare il diritto alla salute del popolo, ad esempio FCA ha ricevuto 6.3 mld dallo Stato, questo perché sono i capitalisti a dettare le politiche nazionali e locali. Perché le aziende non rispettano le misure per impedire il contagio? Perché in questo sistema i profitti vengono prima della vita dei lavoratori e delle loro famiglie! Tutti devono sapere chi sono i colpevoli, chi è responsabile di decine di migliaia di morti e dell’impoverimento di milioni di persone: Confindustria, i padroni della sanità privata e i politici loro servi! Noi lavoratori e la maggior parte del popolo stiamo pagando questa crisi con la salute e con il portafoglio, è arrivato il momento di lottare per: il rifiuto del debito della sanità calabrese; l’esproprio della sanità privata; l’assunzione di personale sanitario a tempo indeterminato; il pieno potenziamento dell’ospedale di San Giovanni in Fiore; reddito garantito per chi ha perso il lavoro e cassaintegrazione puntuale al 100%; blocco di utenze, affitti e imposte per gli autonomi e i piccoli commercianti; una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione.

In occasione dello sciopero proclamato da USB, mercoledì 25 novembre alle ore 18 saremo di fronte il Comune di San Giovanni in Fiore per rivendicare diritto alla salute, al lavoro e al reddito.

USB San Giovanni in Fiore (CS) e area silana