Mer 16 Giu 2021
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Aumento posti letto covid, mai attuata l’ordinanza regionale di novembre 2020

Insomma, è proprio vero che in Calabria tutto e il contrario di tutto e per quanto riguarda la sanità, a quanto pare, non c’è nessuna novità, ma sempre la stessa (pessima) minestra riscaldata. 

Oggi la denuncia arriva dal consigliere regionale del PD Carlo Guccione.

A nessuno è permesso di giocare sulla pelle dei calabresi. Qualcuno deve spiegarci perché non è stata attuata l’ordinanza del presidente f.f. della Regione, numero 85 del 10 novembre 2020, avente come oggetto: “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Disposizioni inerenti l’attivazione di Ospedali Covid-19 e la conversione di posti letto di area medica in posti letto Covid-19”.

Era stato già tutto predisposto a novembre ed erano stati decisi i seguenti percorsi ospedalieri dedicati: nell’area Nord le strutture di Rogliano, Rossano-Corigliano e Paola-Cetraro, con la riconversione di 74 posti letto di degenza ordinaria e l’attivazione di 10 posti letto di Terapia intensiva Covid-19; per l’area Sud la struttura di Gioia Tauro con la riconversione di 40 posti letto Covid-19; nell’area Centro la struttura di Soveria Mannelli con la riconversione di 20 posti Covid-19. Inoltre, era stata disposta la riqualificazione e l’adeguamento della struttura “Villa Bianca” per la realizzazione di 100 posti letto Covid-19. Sempre all’interno dell’ordinanza veniva specificato che “le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliera cui afferiscono tali strutture, avviano entro 5 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, le procedere per l’adeguata sistemazione dei plessi ospedalieri da riconvertire in Ospedali Covid19, ovvero le procedure per la rimodulazione dei posti letto”.

Addirittura, si prevedeva che in caso di inadempienza, nei termini stabiliti, sarebbero stati adottati provvedimenti regionali sostitutivi con il coordinamento della Protezione civile.

Come è ormai è evidente a tutti i calabresi, nulla è stato fatto e solo oggi qualcuno pensa, in piena terza ondata pandemica che sta colpendo soprattutto la provincia di Cosenza, di correre ai ripari riproponendo un’ordinanza che doveva già essere operativa alla fine del 2020. Ormai non ci meravigliamo più di nulla visto che la Calabria continua ad essere l’unica regione d’Italia a non avere un Piano di contrasto al Covid-19.

Qualcuno deve intervenire: è evidente che la catena di comando nella sanità calabrese continua a non funzionare e tutto questo caos rischia di creare seri danni alla salute dei calabresi e di ritardare drammaticamente la ripartenza economica della nostra regione.

Questa è solo l’ennesima vicenda a dimostrazione che i provvedimenti che potevano essere utili a contrastare il contenimento del rischio di diffusione del virus nella nostra regione continuano a rimanere solo sulla carta e vengono riproposti esclusivamente nel momento della virulenza dell’emergenza per cercare di buttare fumo negli occhi dei cittadini. Se fosse stata applicata l’ordinanza numero 85 del novembre 2020 oggi, molto probabilmente, non ci troveremmo in questa situazione e dopo un anno non saremmo ancora qui a rincorrere l’emergenza invece di attrezzarci per combatterla.