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Alla riscoperta di sapori antichi, tra i più buoni il pane di Cerchiara

Oltre alle gustose ricette Il gastronomo con il baffo ci farà scoprire i piatti della cucina di un tempo, fatta di tradizione, genuinità e semplicità.

Durante il suo viaggio culinario in Calabria, tra le eccellenze ed antichi sapori, Pietro Cantore oggi punta l’attenzione sul pane di Cerchiara un prodotto dal gusto unico e inconfondibile che prende il nome proprio dal comune calabrese dove si continua a produrre.

La sua forma rotondeggiante con il classico e riconoscibile rigonfiamento laterale , chiamato tipicamente rasella, si ottiene riempiendo la pasta su se stessa.

Gli ingredienti che lo compongono sono i classici: farina di grano tenero per lo più unita a crusca o farina integrale, ma variano da famiglia a famiglia, non c’è una regola fissa.

Elemento caratterizzante è anche il tipo di lievito che è quello madre disciolto nell’acqua di montagna. L’impasto che si ottiene si lascia lievitare in grandi “contenitori” di legno, adagiato su un telo, così da dare la giusta forma prima che venga infornato.

La sua crosta è consistente, ma friabile,  la mollica compatta ed abbastanza elastica.

In base alla sua grandezza, può anche arrivare a 10/15 chili, il pane al suo interno è sempre morbido e umido.

Un altro punto di forza è sicuramente la durata di conservazione. Ebbene, è un pane buono e digeribile anche a distanza di 10 giorni.