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Emergenza lupi a Longobucco: allevatori in ginocchio: “Ricadute sul piano economico e sociale”

Il territorio di Longobucco si trova nel pieno di una crisi senza precedenti che sta mettendo a rischio il futuro della pastorizia locale. Gli attacchi sistematici dei lupi alle mandrie e ai greggi hanno generato un clima di profonda incertezza, trasformando il lavoro quotidiano degli allevatori in una lotta per la sopravvivenza economica e personale.

La situazione ha raggiunto livelli di guardia tali da spingere i sindacati e i lavoratori a una mobilitazione immediata. Francesco Maria Madeo, esponente della Cisl di Longobucco, ha descritto con estrema chiarezza il momento drammatico che sta attraversando il comparto: “Gli allevatori vivono un clima di forte esasperazione e incertezza, dovuto a perdite economiche rilevanti che rischiano di compromettere la sopravvivenza stessa delle imprese agricole”.

Un bilancio pesante tra perdite di capi e chiusure

Il fenomeno non è isolato, ma colpisce con particolare ferocia questa zona della Calabria, inserendosi in un contesto nazionale che vede coinvolte anche Abruzzo, Campania e Puglia. Il contrasto tra la protezione della fauna selvatica e la tutela delle attività produttive è il nodo centrale del problema. Madeo evidenzia come gli animali, pur essendo protetti dalla normativa europea, continuino a colpire duramente il bestiame domestico.

I numeri riferiti dal sindacato per l’area di Longobucco sono impietosi. In soli due anni si sono registrate oltre mille perdite tra i capi di bestiame e, dato ancora più allarmante, più di dieci aziende sono state costrette a chiudere definitivamente i battenti. Non si tratta solo di un danno finanziario, ma di una ferita sociale che colpisce l’identità stessa del territorio.

La nascita del comitato e le richieste al governo

Durante un’assemblea molto partecipata, caratterizzata da toni accesi e una tensione palpabile, gli operatori del settore hanno chiesto a gran voce misure di salvaguardia immediate. La necessità di ristori economici adeguati per i danni subiti si affianca all’urgenza di interventi preventivi efficaci per contenere le incursioni dei predatori.

Le ripercussioni sulla vita privata degli allevatori sono pesanti. Madeo sottolinea che la situazione ha risvolti gravi poiché “molti operatori sono costretti a sorvegliare gli animali giorno e notte, esponendosi a rischi personali”. Questa condizione di stress permanente ha portato alla costituzione di un comitato specifico.

L’organismo, che vede la partecipazione dei titolari delle aziende agricole, dei rappresentanti del Consiglio comunale e delle sigle sindacali Cgil e Cisl, si pone l’obiettivo di portare la protesta sui tavoli istituzionali. La richiesta è univoca: un intervento risolutivo delle autorità competenti che possa garantire la sicurezza delle mandrie e, di conseguenza, la continuità della tradizione zootecnica calabrese.