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Furti nelle gallerie tra Cosenza e Altilia, cavi rubati e Smart road fuori uso: sicurezza a rischio

Un’azione mirata ha colpito duramente le infrastrutture strategiche della A2 Autostrada del Mediterraneo, in provincia di Cosenza.

Ignoti si sono introdotti all’interno delle gallerie Parduna, Mancarelli e Tribito, asportando cavi elettrici e apparecchiature tecnologiche fondamentali per il corretto funzionamento degli impianti di sicurezza stradale. L’operazione criminale ha causato l’immediata interruzione dei sistemi di monitoraggio a servizio degli automobilisti.

Il blitz ha interessato anche il chilometro 263 dell’arteria autostradale. In questo punto, i malviventi hanno manomesso la cabina di comando del sistema Smart Road, l’infrastruttura digitale avanzata dedicata alla gestione intelligente del traffico e al controllo costante della circolazione.

Sistemi di sicurezza fuori servizio e sopralluoghi tecnici

Il bilancio dell’incursione appare pesante sotto il profilo operativo. Attualmente, gli impianti tecnologici risultano fuori servizio, una condizione che limita le capacità di controllo e assistenza lungo i tratti colpiti. I tecnici sono impegnati nei sopralluoghi necessari a quantificare l’entità dei danni materiali e a stabilire un cronoprogramma per le riparazioni.

Fonti vicine alla gestione dell’infrastruttura confermano che le operazioni di ripristino saranno avviate “nel più breve tempo possibile per garantire il ritorno alla piena funzionalità”. L’obiettivo è minimizzare i tempi di inattività di dispositivi che risultano vitali per la sicurezza in tratti particolarmente complessi come quelli in galleria.

Appelli alla prudenza e rischi per la circolazione

In seguito alla disattivazione forzata degli impianti, la gestione autostradale ha diffuso indicazioni precise per chi si trova a percorrere i segmenti interessati dai furti. “È fondamentale prestare la massima prudenza durante il transito nelle gallerie interessate e attenersi scrupolosamente alla segnaletica presente”, è l’invito rivolto agli utenti della strada per sopperire alla temporanea mancanza dei sistemi automatizzati di ausilio.

L’episodio ripropone il tema della vulnerabilità delle grandi arterie del Mezzogiorno di fronte a fenomeni di microcriminalità che colpiscono beni pubblici essenziali. Oltre al danno economico per il riacquisto dei materiali, tali azioni generano rischi diretti per l’incolumità degli automobilisti, privandoli dei supporti tecnologici necessari alla gestione delle emergenze e della viabilità in tempo reale.