Il viaggio nel mondo degli accostamenti gastronomici dimostra come l’arte del sommelier del cibo non riguardi solo il vino, ma anche l’unione strategica tra gli ingredienti per raggiungere il perfetto equilibrio gustativo.
L’abbinamento odierno vede protagonista una delle colonne portanti della tradizione culinaria romana, la cacio e pepe, reinterpretata attraverso l’incontro con la delicatezza del gamberone crudo. Si tratta di una proposta fresca, pensata per le imminenti serate estive, ideale quando si desidera limitare il tempo trascorso davanti ai fornelli senza rinunciare a un piatto d’effetto.
La preparazione della base e la scelta del formato di pasta
Il successo di questa ricetta risiede nella consistenza della crema. Per ottenere un risultato ottimale, gli spaghetti alla chitarra rappresentano la scelta ideale grazie alla loro capacità di trattenere il condimento. Il segreto per evitare che il formaggio si stracci consiste nel preparare il composto di cacio in una ciotola a parte, rigorosamente lontano dalle fonti di calore. Solo dopo aver cotto la pasta al dente si procederà ad amalgamare il tutto all’interno della ciotola, sfruttando l’acqua di cottura per generare una cremina densa e omogenea.
La lavorazione del crostaceo in sicurezza
La componente marina viene inserita a crudo sotto forma di tartare, posizionata sopra la pasta appena impiattata. Nel caso in cui si scelga un prodotto fresco, è fondamentale rispettare le norme di sicurezza alimentare per il consumo crudo: se non si dispone di un abbattitore professionale, il gamberone deve essere riposto nel congelatore di casa per almeno 96 ore. La fase di pulizia richiede l’eliminazione del carapace, della testa e del filamento intestinale interno. Successivamente, il crostaceo va tagliato a piccoli pezzi fino a ottenere una consistenza fine, capace di sciogliersi in bocca. Un tocco finale di olio aromatico al limone dona la nota di freschezza necessaria a bilanciare la struttura del piatto.
Il gastronomo con il baffo Piero Cantore



