Gio 2 Feb 2023
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Mulinum: la filiera agricola ideata dal giovane imprenditore Stefano Caccavari

di Anna Zupi

Mulinum è nato grazie a un crowdfunding che ho lanciato, il 14 febbraio 2016, con un post su Facebook: nel giro di poche ore, l’annuncio per recuperare un antico mulino è diventato virale sino a farci raccogliere, in soli 90 giorni, 500.000 euro. Abbiamo costituito Mulinum con 101 soci provenienti da ogni angolo del mondo. A gennaio 2017, abbiamo inaugurato il casolare biosostenibile, a San Floro, dove maciniamo a pietra grani antichi con cui, poi, produciamo farine integrali, pane e prodotti da forno. Ora i soci sono 220 in quanto, sempre con la formula del crowdfunding, senza alcun finanziamento pubblico, stiamo procedendo per l’avvio degli altri Mulinum.

Un susseguirsi di iniziative e l’altissima qualità dei prodotti hanno fatto sì che ben altre filiere di Mulinum sono presenti sul territorio italiano.

Con una mentalità imprenditoriale orientata più verso il significato di fare rete che su assistenzialismo e aiuti pubblici, il mio sogno è divenuto realtà, un modello di impresa che sto esportando in tutta Italia: sta per nascere, infatti, Mulinum Buonconvento in Toscana e Mulinum Mesagne, in Puglia. Realtà nate spontaneamente, grazie all’interessamento di aziende agricole o imprenditori che diventano i capifila di questa particolare forma di sviluppo del proprio territorio, dove spesso i terreni erano lasciati incolti.

Con Mulinum stiamo ponendo le basi per la rinascita della coltura italiana del grano, partendo dalla ricchezza della biodiversità dei semi e delle loro proprietà che restano integre con la macinazione a pietra e la panificazione con pasta madre.

Produciamo farine integrali in purezza: Senatore Cappelli, che consigliamo per fare pane e pasta in casa, Verna per pizza e dolci genuini, ma anche farro, segale e Maiorca.

Qual è il segreto del vostro successo?
Recuperando il passato ho costruito un futuro, fondato sulla tradizione, per me e per la mia terra. Tutto è nato il giorno in cui un mio amico, mentre ero sempre più deciso a sbarcare negli States, mi chiese “cosa fai per difendere il tuo territorio”: da lì, nel 2014, cedetti al richiamo della mia terra dando vita, sui terreni di famiglia, a Orto di famiglia, una multiproprietà agricola con spazi affittati ad oltre centocinquanta ortisti, cultori del bio. Proprio laddove doveva sorgere la più grande discarica di Europa. Piano piano è cresciuta quella che mi piace definire una comunità di destino, fondata sulla condivisione di passione e obiettivi ma soprattutto sulla fiducia. Il mio sogno è costruire insieme una rete e realizzare un Mulinum in ogni regione d’Italia e poi in ogni provincia.

Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono fare impresa senza dover necessariamente lasciare la propria terra?

Ai giovani che vogliono fare impresa, soprattutto in Calabria, consiglio di credere in se stessi e nelle potenzialità della propria terra, sviluppare un’idea vincente, comunicarla bene, ma soprattutto di farsi affiancare da professionisti seri, persone capaci che possono condividere il progetto e creare ricchezza insieme, senza alcun finanziamento pubblico.Sempre più convinto del fatto che il territorio si difende coltivandolo, consiglierei di puntare sull’agroalimentare, in quanto in Italia abbiamo un deficit alimentare pazzesco e noi possiamo diventare una terra di produzione altamente specializzata in biologico per poi esportare i nostri prodotti in un mercato in continua crescita.

Quali sono i vostri prodotti “Made in Calabria” di cui possiamo inorgoglirci?

Tutti i nostri prodotti sono made in Calabria: la nostra specialità per eccellenza, per cui abbiamo anche vinto il premio Miglior pane di grano duro d’Italia, è il pane brunetto, dettato dall’antica ricetta locale, a base di semola di grano duro Senatore Cappelli, lievito madre e cottura nel forno a legna. I cento chili di “Brunetto” (che definiamo il pane dei nostri nonni) sfornati quotidianamente vengono spediti in tutta Italia, come anche gli altri prodotti, con consegna in 24/48 ore.

Dopo il grande successo dello scorso anno il quattro luglio (tre,quattro e cinque) si è tenuta la seconda edizione del flash mob nella “festa dei girasoli” ce ne vuole parlare.

Abbiamo deciso di replicare il flashmob che lo scorso anno ha coinvolto migliaia di persone. In questo periodo particolare, ci abbiamo tenuto a fare un regalo all’ambiente e alla comunità ma, soprattutto, desideriamo donare un sorriso a chi l’ha perso a causa dell’emergenza Coronavirus. Si tratta, dunque, di un’iniziativa solidale: venerdì 3, sabato quattro e domenica cinque luglio, dalle ore diciotto, nel campo di ottantamila girasoli alle spalle del mulino, ognuno ha potuto raccogliere e portare a casa i girasoli più belli. Il contributo richiesto è stato devoluto in beneficenza a famiglie in difficoltà, attraverso organizzazioni di volontariato.