Mar 13 Apr 2021
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Zonadem, le mafie ai tempi della pandemia

La pandemia in atto può calmierare le mafie in questo periodo? E poi, soprattutto, il recovery plan ed i milioni di euro in arrivo possono essere intercettati dalla criminalità? Queste le domande che si sono poste Zonadem ed in particolare il consigliere regionale e capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua. Un webnair dunque attraverso cui sviluppare ipotesi, tesi e soluzioni intorno al confronto ed alle sensibilità dei calabresi e della politica.

“Abbiamo voluto porre l’attenzione su un tema di particolare importanza e maledettamente attuale: la pandemia sta già dimostrando di poter aprire opportunità non piccole per la criminalità organizzata. Se poi consideriamo il fiume di denaro atteso con il Recovery, appare chiaro che bisogna vigilare e attrezzarsi prontamente”, ha affermato proprio Bevacqua presentando l’incontro virtuale.  “Sono davvero grato al capogruppo in Commissione Antimafia, sen. Franco Mirabelli, per aver convenuto sulle nostre preoccupazioni, facendosi così da tramite nel coinvolgere nella iniziativa il Procuratore De Raho, che ringrazio per aver accolto l’invito: la sua esperienza e la sua competenza in materia sono patrimonio prezioso. La politica deve porsi in attento ascolto e avviare una riflessione seria”, ha affermato il dem.

“Se la politica dice no a determinati meccanismi, insieme alla chiesa, ai sindacati, a chi si impegna quotidianamente, certamente si può indirizzare – anche attraverso un lavoro di squadra e di comunità – il processo e le nuove sfide che ci attendono”, ha specificato Bevacqua.

L’iniziativa è stata introdotta da Franca Sposato, assessore al comune di Acri e coordinata da Maria Teresa Aiello del coordinamento Zonadem.

Per il capogruppo in Commissione Antimafia, il sen. Franco Mirabelli, le questioni centrali da affrontare per ridurre gli spazi e sconfiggere la criminalità organizzata “devono diventare priorità della politica. Le mafie – ha affermato – sono un fenomeno internazionale ma sono insediate in tutto il Paese. L’allarme sociale è molto basso, rispetto al pericolo. Combattere le mafie significa combattere per la libertà delle persone, delle società, delle attività. La capacità di sfruttare le crisi economiche è impressionante. Forniscono finanziamenti, recuperano crediti, offrono servizi e via discorrendo. Coinvolgendo pezzi importanti dell’economia”, ha ribadito. “Al Sud il rischio che la Mafie diventino uno Stato parallelo è molto concreto. La politica non deve quindi lasciare spazi alla criminalità. Come? Sostenendo appunto le attività con percorsi di legalità, senza lasciargli spazio”.

Per il procuratore Cafiero De Raho invece “la Calabria ha potenzialità straordinarie”. Con una doppia esposizione: “da un lato la ‘ndrangheta; dall’altra una popolazione (quella calabrese) che riesce ad affermare professionalità e capacità. E’ questa la base su cui partire”, per il procuratore nazionale antimafia. Ciclo dei rifiuti, settore delle pompe funebri, la distribuzione dei generi alimentari così come la filiera e la produzione dei prodotti agricoli: le mafie si muovono in questi settori che hanno continuato a lavorare. L’emergenza, per De Raho, è l’occasione per investire per la ‘ndrangheta. Essa è capace di “gestire anche il credito parallelo”, assicura il procuratore. “Occorre guardare anche a quelle attività ferme perchè il soggetto economico oggi è pronto a cedere la sua attività. Non possiamo consentire che la ‘ndrangheta si impossessi di tutto”, il suo pensiero. Da qui l’invito verso le associazioni di categoria virtuose che “devono aiutare” chi ha bisogno. 110 mila segnalazioni all’anno, una crescita notevole, che “testimonia – per De Raho – la presenza della criminalità. La politica giochi un ruolo fondamentale allora”, il suggerimento.

Un dibattito di livello nazionale con messaggi in chiave locale di cui Zonadem si è fatta promotrice attiva. Esattamente ciò che si chiede e si è chiesto alla politica. “Dalla Calabria un segnale fortissimo”, è emerso.