Vicolo dell’Annunciata è diventato modello da seguire in Italia.
Il progetto nato a Rogliano ha portato nuova vita in uno degli angoli più nascosti del centro storico grazie ad installazioni di artisti contemporanei.
L’idea, pienamente riuscita, è stata quella di far riscoprire un luogo dimenticato e poco frequentato del centro attraverso il colore dell’arte. Il vicolo della città è diventato, grazie all’impegno ed alla lungimiranza di Adriana Castellotti, supportata successivamente da un gruppo di amici, un vero e proprio percorso all’insegna della curiosità e dell’arte.
E così, un “gioco” di squadra e la capacità di collaborare riesce a creare un piccolo-grande gioiello nel centro più popoloso del Savuto.


Iniziative del genere sarebbero auspicabili in altre zone della Calabria, al fine di rivalutare i piccoli borghi e i loro bellissimi centri storici spesso, troppo spesso, abbandonati. Bastano volontà e passione per restituire una nuova vita alle strade, alle piazze, ai paesi, così come è avvenuto a Rogliano dove un vicolo “morto” è diventato una stradina piena di colori, dove un tappeto verde trasforma lo sconnesso asfalto in un rigoglioso prato e dove sui muri rovinati dal tempo spuntano splendide tegole dipinte da artisti provenienti da tutto il mondo.


Nelle ultime ore a Rogliano anche le opere di Giorgio Cangiano. Cangiano, personalità poliedrica, con un curriculum di tutto rispetto (ha esposto, tra l’altro, a New York, Lugano, Parigi, Bressanone, Milano, Roma, Paestum, Bologna, Modena, Santhià, Benevento, Sorrento, Ercolano), ha realizzato e donato al Vicolo Annunciata alcuni suoi dipinti realizzati su tegola. Capolavori originali ed esclusivi che potranno essere ammirati da tutti.

A Rogliano, a Vicolo Annunciata, persino Nicola Cozzi artista calabrese che decide di omaggiare delle sue singolari opere questo angolo di Calabria. Cozzi, pittore e scultore di prestigio, fino ad oggi ha ottenuto consensi di critica e di pubblico in tutti i concorsi nazionali. Le sue espressioni artistiche trovano spazio nelle forme dell’astrattismo ma anche dell’attuale e contemporaneo figurativo. L’arte di Cozzi è la percezione di un mondo visionario che va al di là delle zone luminari del conscio in cui viene promosso un processo catartico. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche.
Poliedrico, caratterizzato da varietà e molteplicità di aspetti, anche l’artista cosentino di rilevanza internazionale Franco Paternostro sperimenta le peculiarità della sua ricercata, raffinata e minuziosa arte su di una tegola parlante da fissare insieme alle altre che adornano il vicolo divenuto una galleria d’arte a cielo aperto. Le opere in cui era in principio il gesto dinamico e distruttivo del tessuto vedono, successivamente, accogliere la resina, il cemento, la jesmonite, tutti materiali che il Paternostro utilizza magistralmente, manipolandoli, portandoli al limite della duttilità testando la resistenza della forma, talvolta ordinata e geometrica, talvolta intuitiva, caotica e primitiva. I colori sono potenti ed intensi, potremmo dire sinceri e coraggiosi, e l’artista si
dimostra, nell’utilizzarli, consapevole sia delle sottigliezze emotive ed emozionali cui si legano le cromie nonché del peso specifico delle tinte. Il Paternostro fa dunque della materia il fulcro della propria poetica.
dimostra, nell’utilizzarli, consapevole sia delle sottigliezze emotive ed emozionali cui si legano le cromie nonché del peso specifico delle tinte. Il Paternostro fa dunque della materia il fulcro della propria poetica.



